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Virgilio Perra, allenatore, Arborea
«Buttati via punti preziosissimi, a Carloforte concentrati e determinati»

L'Arbus prepara lo sprint, Perra: «Contro Samugheo e Gialeto ci giochiamo tutto e col Gonnos ho rivisto lo spirito giusto»

L'Arbus spezza il digiuno di vittorie che durava ormai da tre turni e in una delle sfide più importanti del girone B di Prima categoria, sconfigge il Gonnos 2 a 1 nel derby anche se, per quanto fatto vedere in campo, il risultato sarebbe potuto essere anche più rotondo. I ragazzi allenati da mister Virgilio Perra hanno trovato il riscatto e tre punti pesantissimi, con l'ultimo successo che risaliva infatti alla prima uscita del mese di marzo, in occasione del netto 4 a 0 rifilato a domicilio alla Virtus Villamar; in seguito sono arrivate due sconfitte piuttosto amare, quella interna contro il Santadi, e poi quella incassata nella tana della Freccia Parte Montis; nel match contro l'Isili, invece, i granata si sono dovuti accontentare di un punticino. 

La compagine del presidente Luca Garau si prepara per il momento decisivo della stagione: all'orizzonte, infatti, ci sono le sfide contro Samugheo e Gialeto, con la capolista che al momento ha un vantaggio in classifica di sette punti, mentre i serramannesi vicecapolista, ad una sola lunghezza dall'Arbus. Ma prima ci sarà da superare l'esame, tutt'altro che facile, rappresentato dalla trasferta contro la Verde Isola di Carloforte. 

L'esperto tecnico di Elmas stila un bilancio dopo i primi tre mesi di lavoro con la sua nuova squadra e traccia la rotta in vista del futuro prossimo.

«Probabilmente il match contro il Gonnos si sarebbe potuto chiudere con un risultato più rotondo – dichiara mister Perraconsiderando che abbiamo costruito molte occasioni da gol, però va bene così. La mia squadra si è comportata decisamente bene, concedendo poco e niente agli avversari, che hanno trovato la rete della bandiera soltanto nei minuti finali, nell'unico tiro in porta del secondo tempo, con la deviazione decisiva di un nostro giocatore. Meritavamo qualcosina di più, insomma».
La cosa più importante, comunque, era conquistare i tre punti attraverso una prestazione convincente, ed in questo senso la missione può dirsi completata con successo.
«I miei hanno giocato una bella partita, con lo spirito giusto, una cosa che probabilmente ci è venuta un po' a mancare negli incontri precedenti. C'è da dire, anche, che quella dell'Arbus è una squadra molto giovane: sabato in difesa, contando dunque il portiere ed i quattro difensori, c'erano tre classe 2005 ed un 2007, mentre il più anziano, tra virgolette, Spina, ha 25 anni. Questa la dice lunga sul modo in cui stiamo affrontando le partite, l'età media è piuttosto bassa per la categoria, che tra le altre cose io non avevo mai fatto. Non ci sono guardalinee e per il direttore di gara è davvero difficile seguire al meglio tutte le azioni che si sviluppano nell'arco della gara. Poi, se devo essere sincero, il livello del gioco è molto basso, diciamo che di calcio se ne vede davvero poco e le partite si vincono con l'esperienza e la cattiveria, che sono aspetti che a noi ovviamente vengono un po' a mancare. Ma, ripeto, è una cosa che ci può stare, considerando le premesse».

Perra si concentra sulle prossime quattro partite, che saranno decisive per l'intera stagione dei granata.
«Cercheremo di fare il massimo che, al momento, non so bene quale sia. In sostanza, molto, se non tutto, dipenderà da noi. Ripartiremo dai 90' giocati ad alto livello nel derby, che si è rivelata una sfida tutt'altro che facile soprattutto per quanto riguarda la pressione: i nostri avversari ci tenevano quanto noi a fare bene. Ed ora mi aspetto che i miei ragazzi scendano in campo per la sfida di domenica prossima a Carloforte con la stessa concentrazione e voglia che hanno messo in mostra nel turno precedente».

Il campionato dell'Arbus si chiuderà con il botto: in programma ci sono le gare contro la capolista Samugheo e la Gialeto, che occupano primo e secondo posto in classifica.
«In quelle partite ci giochiamo tutto, è chiaro. Per quanto mi riguarda non era scontato arrivare a questo punto della stagione con la possibilità di dire ancora la nostra: quando arrivi, a tre-quattro mesi dalla fine dei giochi, in una squadra che è stata costruita seguendo le esigenze di un altro tecnico non è semplice prendere in mano la situazione; devi prima conoscere i giocatori che hai a disposizione, poi molto spesso è necessario cambiare la posizione in campo di qualche ragazzo, tutte cose che richiedono tempo e che non puoi sperare di sistemare, di risolvere in due giorni di lavoro».
Perra poi aggiunge:
«Questo gruppo ha ovviamente i suoi limiti, un discorso che riguarda tutte le squadre; il campionato è piuttosto difficile, nel senso che molte squadre possono contare su giocatori esperti e navigati, mentre noi stiamo puntando sui ragazzi più giovani. Ė chiaro però che il livello medio di queste categorie, e non parlo solo della Prima ma anche della Promozione, non è altissimo. Per questo devi metterci tanto impegno e devi puntare parecchio sull'agonismo. Poi dico la verità: il nostro campo è in fase di ristrutturazione, sia per quanto riguarda le tribune che per il manto erboso, quindi al momento siamo costretti a giocare le partite in casa su una superficie in terra battuta; certo, potrebbe anche essere una sorta di fortino, ma in realtà la palla assume traiettorie un po' strane, diciamo così; sul piano tecnico non è per niente facile».

L'Arbus ha saputo lasciarsi alle spalle il momento delicato, con due sconfitte consecutive ed il pareggio esterno contro l'Isili. Perra ha dovuto lavorare principalmente sull'umore dei suoi.
«Cosa ho detto ai miei ragazzi? Mi sono "incazzato". Da allenatore le provi tutte per cercare di dare una scossa; una volta reagisci in un modo, la volta dopo magari cambi strategia, ma resta il fatto che entrare nella testa dei ragazzi non è semplice. Abbiamo buttato via dei punti preziosissimi con squadre che, almeno sulla carta, erano inferiori a noi; questo significa, dunque, che le nostre prestazioni non sono state all'altezza, gli avversari ci hanno messo più voglia, più agonismo. I passi falsi derivano proprio da queste mancanze, e non sono cose che amo particolarmente, si capisce. Contro il Gonnos, invece, ho visto una squadra in palla ed ora mi aspetto che i ragazzi continuino su quella stessa strada; dobbiamo metterci in testa che se vuoi vincere qualcosa devi affrontare tutte le partite al massimo delle tue possibilità e non solo quelle che, magari, sentiamo in maniera particolare giusto perché si tratta di un derby».

Il tecnico precisa: «Quando costruisci una squadra, a prescindere dalla categoria in cui ti troverai a correre, cerchi di puntare su quei giocatori che sono abituati a vincere i campionati, che sanno come reggere e gestire le pressioni, sia in campo che nello spogliatoio. A me, almeno, è sempre successo di poter contare su giocatori con queste caratteristiche: faccio l'esempio di Nicola Ruggeri (attuale tecnico del Barisardo, ndr), che in Eccellenza ha vinto almeno cinque campionati; non sto dicendo che sia Messi o che riesca a fare tutto da solo, ma aveva la mentalità giusta ed in questi casi fa la differenza. Purtroppo l'Arbus è reduce da due retrocessioni consecutive, dall'Eccellenza sono precipitati in Prima e dunque il clima generale è quello che è. Non dico che abbiano una mentalità perdente, ma è chiaro che le ultime esperienze negative hanno lasciato un po' il segno. Nonostante tutto ho a disposizione dei bravi ragazzi, sono sempre presenti agli allenamenti e si mettono a lavorare con grande impegno. Per la categoria l'Arbus è una società ben organizzata e hanno l'ambizione di ritornare presto nei palcoscenici che meritano. Ci sono tutti i presupposti per fare bene, a prescindere da me».

Perra spiega i motivi che l'hanno spinto ad accettare una sfida così delicata.
«Mancavano due-tre mesi al termine della stagione, io per lavoro seguo un ufficio di assicurazioni a Elmas e non ho la possibilità di spostarmi più di tanto. Questa mi è sembrata dunque la soluzione ideale e, dopo che ho parlato con il presidente, sono rimasto piacevolmente convinto dal loro progetto: parliamo di un ragazzo giovane, serio, che ci mette grande entusiasmo in quello che sta facendo. I presupposti per fare bene c'erano tutti, quindi mi sono tuffato in questa nuova avventura. A me piace parecchio allenare, mi piace stare in campo, ho ancora tanta voglia di farlo e sono convinto di aver preso la decisione giusta».

In questo articolo
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2024/2025
Tags:
Prima Categoria
Girone B