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Pierluigi Scotto, allenatore, Usinese
«Se sarà Eccellenza la faremo con entusiasmo e senza paura»

L'Usinese è terza nei ripescaggi, Scotto «Volevamo affrontare il Castiadas per un ulteriore salto di qualità»

Non ha avuto il piacere di giocarsi la finalina playoff contro il Castiadas ma l'Usinese si tiene stretto il "terzo" posto nella graduatoria che verrà utilizzata, se necessario, per il completamento dell'organico o per gli eventuali ripescaggi al campionato di Eccellenza. La rinuncia alla doppia sfida da parte dei sarrabesi proietta la squadra di Pierluigi Scotto nella griglia dei ripescaggi con delle chance a crescere: la vincente della finale playoff tra Bonorva e Villacidrese ha la promozione in tasca perché diventa la 16esima squadra avente diritto dell'Eccellenza; la perdente verrà trainata in Eccellenza dall'eventuale passaggio in serie D dell'Ilva attraverso i playoff nazionali e, a quel punto, il club rossoblù avrebbe uno spazio nel massimo campionato regionale in caso di mancata iscrizione di una delle 16 aventi diritto.   

 

«Pur sapendo della possibile rinuncia del Castiadas alla finale del 3°-4° posto - dice con rammarico mister Scotto - non nascondo che ci siamo rimasti male. Ma perché penso che questo doppio confronto con la seconda del girone A sarebbe stato un passaggio importantissimo per la mia squadra. Dopo la bella prova fornita a Ozieri volevamo proseguire nel 3° turno dei playoff perché sono convinto che quelle due gare avrebbero fatto fare un salto di qualità al gruppo sul piano dell'autostima e delle conferme di una crescita ritrovata. Stavamo bene, avevamo recuperato tutti quelli "recuperabili" per il finale di stagione e ci sentivamo pronti. Dispiace essere scesi in campo e aver chiuso anzitempo la stagione».

Il tecnico spiega come ha affrontato il finale di stagione dopo che, a due giornate dalla conclusione, è arrivata la specifica del comunicato che annullava i playoff di girone per l'eccesso di distacco maturato dal Bonorva sull'Ozierese e che la sfida dei canarini contro la quarta avrebbe portato al massimo a disputare la finalina per il 3° e 4° posto della graduatoria ripescaggi. 

«Ho tenuto la barra dritta in quelle settimane in cui ci giocavamo con Luogosanto e Coghinas il quarto posto del girone. Ho chiesto ai ragazzi di non mollare di un centimetro e di affrontare a tremila il finale di campionato perché dovevamo cercare di presentarci alla grande per la sfida in casa dell'Ozierese e guadagnarci il terzo posto nei ripescaggi. Ora non possiamo che attendere, sento molte voci di club di Eccellenza che potranno avere difficoltà nell'iscriversi al campionato».

E come verrà affrontata la campagna acquisti ballando fra due categorie almeno fino ad inizio agosto?

«Sarà un mercato normale di "Promozione" in linea con il progetto di tre anni nel quale il mio lavoro e quello del diesse Panzali procede in sintonia. Se tale progetto avrà poi una evoluzione anticipata lo accetteremo con entusiasmo e senza paura. Non alleno ragazzi già "arrivati" e questo mi dà cuore; dovremo far valere le idee e, in ogni caso, già nell'attuale rosa ci sono ragazzi che hanno iniziato in serie D da fuoriquota, poi sono scesi di categoria e hanno tutte le potenzialità per fare l'Eccellenza da protagonisti. A Usini sto trovando molte similitudini col mio Latte Dolce, quando nel 2011-12 vincemmo il campionato e ci trovammo poi in Eccellenza senza aver fatto mercato, con il solo Ivan Delrio al posto di Piras; ricordo che perdemmo le prime tre gare giocate in casa ma poi chiudemmo alle spalle dell'Olbia annullando i playoff regionali e salendo in serie D dopo aver fatto la finale in quelli nazionali».

Nel preparare i playoff e le sfide con le avversarie del Sud Sardegna che differenze trovare tra i due gironi?

«Avevamo studiato il ventaglio delle avversarie tra Guspini, Villacidrese e Castiadas, i rispettivi moduli e i giocatori delle rose. Nel girone B avevamo due supercorazzate come Alghero e Bonorva ma se allarghiamo il discorso alle squadre in lotta per le prime posizioni credo che quelle del Cagliaritano avessero un qualcosa in più nell'idea di gioco. Poi nelle finali playoff entrano in gioco altri elementi siano essi emotivi, di condizione fisica e ambientali e viene più complicato fare dei confronti».

A questo punto che consuntivo fare della stagione dell'Usinese

«Noi siamo partiti con una rosa competitiva e, quando l'abbiamo vista all'opera con i vari Mudadu, Lauria e Stefano Ruiu, stavamo facendo veramente bene e abbiamo chiuso il girone d'andata al secondo posto in classifica dietro l'Alghero stando davanti ad altre squadre più forti di noi. Poi abbiamo perso per infortunio quei pezzi importanti della squadra e, con una rosa risicata, si sono aggiunte altre defezioni. Lì abbiamo avuto una flessione ma la cosa che mi dava conforto è che, nonostante avessimo fatto un punto in 4 gare a febbraio, giocavamo a calcio. La società ha capito che il progetto era completamente nuovo, ci siamo risollevati e ora siamo al terzo posto nella graduatoria ripescaggi». 

Il matrimonio Scotto-Usinese continua

«Sì, sono contento di rimanere e continuare il progetto. Il budget non cambia ma lavoreremo con le idee inserendo i giocatori giusti, quelli che dovranno darci un qualcosa in più rispetto a coloro che inevitabilmente usciranno. In ogni caso la base rimane fortemente quella che si è vista quest'anno».

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2025/2026