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Nora Noraminis, Taglialatela sbotta: «Non ci sentiamo tutelati dagli arbitri»
«Vogliamo giocare a calcio, non a calci»

Nora Noraminis, Taglialatela sbotta: «Non ci sentiamo tutelati dagli arbitri»

La Nora Nuraminis non ci sta, e per bocca del suo condottiero, mister Massimo Taglialatela, prende duramente posizione sui tanti torti arbitrali subiti nell'arco della stagione: se per tante, troppe volte infatti la società ha scelto di mantenere un profilo basso e ingoiare il boccone amaro, ora la pazienza sembra davvero finita, con la situazione che ha superato ogni limite.
Dopo un campionato di luci ed ombre, in cui a mancare son stati soprattutto i punti in alcuni appuntamenti chiave, il tecnico fa il punto della situazione e parte all'attacco.

 

«Sicuramente l'obbiettivo della Nora, almeno per quest'anno, non era quello di vincere il campionato: ci interessava - precisa l tecnico - soprattutto costruire un bel gruppo e gettare le basi in vista del futuro, per poterci togliere le nostre soddisfazioni a partire magari dalla prossima stagione».

 

Il bilancio per il primo anno è comunque positivo:
«Credo che nella maggior parte dei casi la squadra abbia espresso un buon calcio, riuscendo a giocare a viso aperto con tutti».
Le difficoltà sono state molteplici, «prima fra tutte il fatto di essere stati inseriti nel girone B, e non in quello del cagliaritano come ci aspettavamo.
A questo proposito, non capisco che criteri siano stati adottati, considerando che alla Cribbio di Pimentel è stato riservato un trattamento diverso.
E' una cosa che alla lunga ha pesato, è chiaro, sui bilanci del club».

 

La Nora ha accettato con serietà le decisioni prese dalla Federazione.
«Non ci siamo tirati indietro, ci siamo preparati al meglio ed abbiamo affrontato a testa alta il torneo, non possiamo rimproverarci niente».

 

Qualcosa però ha progressivamente indispettito tutto l'ambiente, con Taglialatela che non usa mezzi termini:
«E' arrivato il momento di dire basta: la società ha scritto una lettera di proteste alla FIGC, ci tengo anche io ad esprimere il mio disappunto per quanto riguarda le direzioni arbitrali.
Pretendiamo rispetto, siamo una squadra che gioca a calcio, non a calci, e ci piacerebbe venire tutelati.
Sino a questo momento
– continua - ho preferito mantenere un atteggiamento sereno, e chi mi conosce sa benissimo che di solito ho tutt'altro temperamento, ma ci sentiamo presi in giro: è incredibile dover aspettare 25 giornate per vederci assegnato il primo rigore a favore, considerando che creiamo tantissime occasioni da rete, come testimoniato dalle 51 reti realizzate, che fanno del nostro attacco il terzo migliore del torneo, secondo solo a quello delle due corazzate Sarroch e Iglesias».

 

Il problema sta alla radice, e riguarda come prima cosa le designazioni:
«Spesso ci troviamo di fronte arbitri giovanissimi, alle prime armi: anche domenica scorsa, nella sfida contro l'Europa 2008, che comunque ha meritato la vittoria senza nessun dubbio, ci sono stati i soliti episodi dubbi a nostro sfavore».

 

La lista è lunga:
«Siamo stati penalizzati contro il Sarroch, rigore nettissimo non sanzionato sul finale, per non parlare della sfida contro il Sestu, dove è successo di tutto; stesso discorso con l'Iglesias e con il Santadi, in cui oltre ai sei minuti di recupero, decisamente esagerati, la direzione di gara è stata a senso unico».

 

Taglialatela rincara la dose:
«Se il clima sugli spalti si surriscalda non è colpa nostra, anzi, noi cerchiamo di fare di tutto per riportare un po' di sano entusiasmo tra la gente del paese, ma così è veramente difficile».


Eppure la stagione era partita sotto gli auspici migliori:

«Ho partecipato alla riunione organizzata dalla federazione, che ha messo di fronte i tecnici sardi e gli arbitri: siamo stati invitati ad aiutarci a vicenda, ma mi sembra che se da parte nostra si stia facendo il massimo lo stesso non si può dire per i direttori di gara».

 

Un senso di disappunto che riguarda tantissime realtà, dal nord al sud dell'isola.
«Dispiace che il lavoro settimanale venga vanificato così con superficialità; i nostri ragazzi non prendono un euro di rimborso, la nostra società fa tantissimi sacrifici per iscrivere la squadra ai campionati, ma se il risultato è questo l'entusiasmo crolla a picco.
Continuare a fare calcio in queste condizioni
– chiude malinconico – è sempre più difficile».

In questo articolo
Squadre:
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Stagione:
2013/2014
Tags:
Sardegna
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Girone B