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Sanna, il braccio armato del Fertilia: «Voglio il titolo di cannoniere, non mi fermo a 20 gol»
Il bomber: Mai segnato tanto e ai playoff ci siamo

Sanna, il braccio armato del Fertilia: «Voglio il titolo di cannoniere, non mi fermo a 20 gol»

Arriva la primavera e sboccia nuovamente il Fertilia, la squadra più in forma del momento, quarta in classifica con 53 punti, appena dietro Muravera (54) e Torres (55). La vittoria del campionato del Progetto Sant’Elia sta un po’ offuscando le gesta dei giuliani di Mauro Giorico reduci da una clamorosa vittoria per 6-1a Valledoria, giunta perdipiù in casa di una diretta concorrente per i playoff. Imbattuti da sei gare (4 vittorie e 2 pareggi), gli algheresi si stanno confermando la squadra più prolifica del torneo con 69 reti all’attivo e un impressionante score di 21 segnature nelle ultime sei partite con una media-gol di 3,5 a gara.

 

Un clamoroso risveglio del quale ne ha beneficiato o contribuito, a secondo di come la si voglia guardare, il centravanti Andrea Sanna che, con 7 reti nelle ultime 6 partite, è balzato prepotentemente in testa alla classifica marcatori con 20 gol. «La mia stagione sta andando oltre le più rosee previsioni – dice entusiasta il 27enne ex attaccante del Porto Torres – Finora il mio record personale di marcature era 13, l’ho abbondantemente superato e non ho certo intenzione di fermarmi proprio adesso». La tripletta al Valledoria («In carriera ne feci un'altra quando giocavo nel Terralba») è servita per un balzo triplo: superati Trogu (18), Ibba (18) e Piludu (19). «Non ho mai vinto il titolo di cannonieri – rivela il bomber oristanese – sono al primo posto con 20 gol e farò di tutto per restarci fino alla fine».

Andrea, ma cosa è successo per aver incrementato così tanto la tua media stagionale di marcature?

«La squadra fa un calcio più offensivo, poi l’ambiente aiuta, non ci sono pressioni si lavora in tranquillità, probabilmente per il mio carattere il Fertilia è il posto ideale»

Però la concorrenza al trono di bomber è spietata e tu sei quello forse più inatteso

«Sì è vero, ero un po’ staccato e ho scavalcato tutti. Piludu però non si fermerà, così come Trogu. Per Marras l’avevo detto, è uno da tenere d’occhio, i gol li ha sempre fatti e con la tripletta di domenica è salito a 16. Ibba si è risvegliato e ora che il Sant’Elia non ha più l’assillo di vincere il campionato i compagni lo aiuteranno per segnare quanti più gol possibili. Dal canto mio, nelle ultime tre gare cercherò di migliorare ancor di più il bottino, giochiamo due volte in casa contro le ultime della classifica Ghilarza e Sant’Elena e tra le mura amiche facciamo tanti gol...»

Con l’aiuto del tuo compagno Tedde che, incredibilmente, si trova con i migliori a quota 16

«Anche Matteo stesso non crede a tutti quei gol che ha realizzato, il mister lo ha trasformato da terzino ad esterno alto, in alcuni casi ha giocato seconda punta al mio fianco. È uno che fa la differenza in qualsiasi ruolo giochi, in una gara ha fatto anche il difensore centrale dopo l’espulsione di un compagno di difesa e in allenamento quando si mette in porta non è per nulla facile fargli gol»

Parliamo del Fertilia che ha ripreso la marcia spedita di inizio stagione, il periodo buio è archiviato?

«Sembra proprio di sì, con l’arrivo del caldo e i campi più asciutti, ci esprimiamo al meglio anche perché siamo tutti velocisti. La condizione generale della squadra è ottima, questo sta facendo la differenza ed è tutto merito del preparatore atletico Simone D’apice, uno dei migliori che abbia mai incontrato»

Avete avuto due passaggi a vuoto durante la stagione, i tre ko di fila tra la 7ª e la 9ª giornata, e quello tra  tra la 21ª e la 25ª con un punto conquistato in 5 gare, quali sono state le cause?

«In tutt’e due le crisi sono state determinanti le numerose assenze, ci sono mancati giocatori importanti e, non avendo i cambi, siamo andati in difficoltà. La rosa è ristretta, con 2 o 3 giocatori in più in gruppo saremmo stati in lotta per vincere il campionato»

D’altronde, fino a metà campionato il Fertilia sembrava fosse la squadra più accreditata per contendere al Sant’Elia il salto di categoria

«Non penso, infatti, che il Fertilia sia così inferiore al Sant’Elia, i 13 punti di differenza mi sembrano eccessivi, l’abbiamo dimostrato in casa loro sfiorando la vittoria. Certo, con qualche punto in più si poteva restare più agganciati alla loro scia e giocarci tutto nel finale di campionato»

Ma ritieni che il Progetto Sant’Elia abbia vinto con merito il campionato?

«Assolutamente sì, questo era il loro anno e la vittoria è meritata. Hanno mantenuto una costanza di rendimento che ha sbaragliato di volta in volta la concorrenza»

Tu l’anno scorso eri a Porto Torres e hai vinto il campionato con tre giornate d’anticipo così come ha fatto il Sant’Elia, trovi qualche affinità tra le due squadre?

«Molto poche, noi del Porto Torres avevamo in rosa più singoli con maggiore qualità e abbiamo avuto un rivale come il Muravera che, finché aveva in panchina mister Piras, ci ha dato filo da torcere molto di più che non Fertilia, Torres o Muravera quest’anno nei confronti del Progetto Sant’Elia. Diciamo che avrei voluto vedere i cagliaritani più sotto pressione; ad esempio, quando loro hanno pareggiato con Olbia e Valledoria anche noi abbiamo pareggiato con Sant’Elena e Samassi ed eravamo reduci da un 2-2 in casa contro il Tortolì subendo il gol del pari con due uomini in meno»

Ora però siete concentrati su quest’importante finale di campionato

«Saranno le ultime tre gare a delineare la griglia dei playoff, noi puntiamo al secondo o terzo posto per avere la possibilità di giocare almeno il primo turno di spareggi in casa, sennò probabilmente dovremo affrontare una lunga trasferta a Muravera. Ad ogni modo ci attendono tre partite da prendere con le pinze perché, a parte la trasferta di Tortolì contro una squadra che avrà il coltello tra i denti, non possiamo snobbare gli impegni con Ghilarza e Sant’Elena altrimenti rischiamo brutte figure»

Fabio Salis

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2010/2011
Tags:
Sardegna
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Intervista