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Ivano Falchi, allenatore, Monte Alma
«Decisive le 8 vittorie di fila ma la Lanteri non mollava mai»

Il Monte Alma torna in Promozione dopo 15 anni, Falchi: «Obiettivo centrato con un grande lavoro di tutti»

Il Monte Alma accorcia i tempi e, con due giornate d'anticipo, fa ritorno in Promozione dopo 15 anni. Un lungo saliscendi con tanto di discesa in Terza, di diverse stagioni in Seconda e, nel ultimi cinque anni, in Prima. Da tre anni sulla panchina dei nulvesi c'è Ivano Falchi che rispetta le consegne centrando il salto di categoria a conclusione del programma triennale stilato dalla società. Domenica scorsa, sul Comunale di Nulvi, i rossoblù hanno battuto 3 a 0 il San Paolo Apostolo e, grazie anche alla concomitante sconfitta della Lanteri a Ploaghe, Fabio Oggiano e compagni hanno portato a 9 i punti di vantaggio sui sassaresi dando così il via ai festeggiamenti.

«Contro il San Paolo Apostolo non è stata una partita facile – racconta mister FalchiAnzi, nel primo tempo siamo andati un po' in difficoltà perché, comunque, avevamo di fronte una squadra ben organizzata, composta da tanti ragazzi interessanti. Poi per fortuna siamo riusciti a sbloccare il risultato, sfruttando alla perfezione un'occasione che ci è capitata nel momento in cui loro si sono aperti un pochino, ma potevamo comunque trovare la via della rete in altre quattro-cinque circostanze. Da lì in poi la sfida si è messa in discesa per noi e a quel punto dovevamo solo attendere di conoscere il risultato del match della Lanteri per avere la certezza matematica di aver vinto il campionato».

La compagine sassarese allenata da mister Rusani è stata una degna avversaria nella corsa al primo posto.
«A dire la verità potevamo chiudere il discorso già qualche settimana fa, ma la Lanteri non ha mai mollato, anzi, ci hanno creduto, in pratica, sino alla fine della stagione: ci hanno anche battuto in casa, nella sfida del ritorno, e questo la dice lunga sulla loro forza».
Il tecnico dei nulvesi poi aggiunge.
«Nel gioco del calcio non puoi mai dare niente per scontato: nessuno ti regala niente, neppure quando incontri le squadre che lottano per salvarsi; anzi, quelle sono le gare paradossalmente più delicate, ma per fortuna è andato tutto liscio».

I numeri raccontano alla perfezione l'ottima stagione dei nulvesi: miglior attacco con 70 reti e difesa meno battuta con 19 gol incassati.
«Abbiamo programmato con un'attenzione particolare i movimenti da fare sul mercato: a noi principalmente serviva un attaccante, considerando che Fadda è andato via per giocare con il Castelsardo; dunque si è presentata l'opportunità di chiudere con un attaccante come Fabio Oggiano, che ha giocato tra i professionisti e che, ovviamente, ci ha permesso di fare il salto di qualità: parliamo di un giocatore da prendere come esempio per l'umiltà e la serietà con cui si è messo a disposizione, sin da subito, e non è da tutti credimi. Poi abbiamo preso un portiere nuovo e ci siamo rinforzati nei settori in cui avevamo evidenziato qualche carenza nel recente passato, come ad esempio il centrocampo».

L'allenatore ringrazia pubblicamente i dirigenti per il lavoro fatto.
«Son stati bravi a mettere in piedi un programma triennale, hanno avuto la giusta dose di pazienza e non hanno mai perso l'entusiasmo; molto spesso l'errore più comune che puoi fare in questi casi è quello di partire a razzo facendo il passo più lungo della gamba».

Il Monte Alma ha messo in piedi una stagione da incorniciare.
«Ho capito sin da subito che potevamo dire la nostra per la corsa al primo posto e del resto in questi ultimi tre anni ci siamo piazzati per due volte al terzo posto; dunque, dopo aver rinforzato ulteriormente la rosa prendendo giocatori di valore, dovevamo solo farci trovare pronti per affrontare al meglio le partite. Io ho a disposizione 22 titolari e quando sono venuti a mancare i giocatori più rappresentativi, come ad esempio lo stesso Oggiano, questi sono stati rimpiazzati alla perfezione. Anzi, il più delle volte ho dovuto fare delle scelte per decidere chi mandare in campo ed è stato veramente difficile».
Poi Falchi precisa.
«Le otto vittorie consecutive sono state un chiarissimo messaggio che abbiamo lanciato a tutte le nostre avversarie dirette; in quel momento ho capito che stavamo viaggiando con l'entusiasmo al massimo e che si stavano creando tutti i presupposti giusti per arrivare sino alla fine dall'alto del primo posto. Ma, lo ripeto, i risultati raccolti quest'anno sono il frutto di una programmazione durata tre anni».

Tra le partite più dure, impegnative e, perché no, decisive, il tecnico dei rossoblù ne sceglie una in particolare.
«Nella gara vinta per 1 a 0 in casa del Lauras abbiamo sofferto come cani; erano due anni che non perdevano una partita tra le loro mura amiche e sapevo benissimo che giocare su quel campo è difficilissimo per tutti. Ma, grazie ad una bella prestazione, siamo riusciti a portare a casa il bottino pieno, anche se ci hanno fatto sudare. Al termine di quella sfida ho capito che poteva essere la stagione giusta per centrare il salto di categoria».

Il pubblico ha giocato un ruolo fondamentale.
«Io sono di Martis, un paesino a 7km da Nulvi, e dopo tre anni ho iniziato a conoscere un po' tutti, anche perché avevo già avuto modo di lavorare con il settore giovanile e conoscevo diversi calciatori, così come i genitori dei ragazzi: la gente mi ha accolto veramente bene e mi sono sentito apprezzato, una cosa che fa sempre piacere chiaramente. Il calore dei tifosi mi ha dato la forza per accettare e continuare con questa sfida, anche quando la società non navigava in buone acque ed era in pericolo, ma io non ho mai creduto che la squadra si meritasse di occupare quelle posizioni; ho solo cercato di dare il mio contributo».

A 180' minuti dalla fine della stagione regolare, il tecnico incomincia a svelare le sue carte in vista del futuro.
«Non so cosa deciderà di fare la società, la palla ora passa a loro; io so solo che il nostro accordo prevedeva un lavoro triennale ed io penso di aver concluso il discorso nel migliore dei modi. Ora mi godo i festeggiamenti, magari avremo l'occasione di sederci attorno allo stesso tavolo per ragionare meglio sulla questione, anche se loro in realtà sanno già come la penso».

Si chiude con le dediche e i ringraziamenti di rito.
«Il mio primo pensiero va alla società, perché la vittoria di un campionato parte proprio dal lavoro dei dirigenti, che nel nostro caso è stato eccellente, considerando soprattutto che non ci hanno mai fatto mancare niente. Un ringraziamento particolare in questo senso va al dirigente Danilo Stangoni (nella foto a sinistra con mister Falchi), che ci è sempre stato vicino, anche e soprattutto nei momenti più delicati che abbiamo affrontato in questi tre anni. Ci tengo a ringraziare pubblicamente il mio staff, a partire dal mio vice-allenatore Michele Cuccu, passando per il preparatore atletico, il professor Giovanni Manconi, il preparatore dei portieri Gianfranco Contini e arrivando a Danilo “Lillo” Sanna, che è uno dei miei collaboratori ed arriva dal mio stesso paese. Loro sono gli artefici, assieme a me, di questo successo: il merito va diviso in parti uguali; abbiamo lavorato bene assieme, mi sono trovato in sintonia al 100%».

In questo articolo
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2025/2026
Tags:
Prima Categoria
Girone D