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Francesco Loi, allenatore, Muravera
«Società seria e con Aresu vediamo il calcio allo stesso modo»

Muravera, Loi infila la terza promozione: «Ho puntato sulle motivazioni, noi favoriti ma alle spalle ci dicevano di tutto. La svolta? Aver perso la finale di Coppa»

Vincere è bello e non capita molto nella carriera di un allenatore a meno che non ti chiami Francesco Loi che ottiene la terza promozione in serie D alla sua terza partecipazione in un campionato di Eccellenza. Il tecnico di Loceri ha vinto col Muravera, ottenendo ad Arbus quel punto che mancava per l'aritmetica: primo posto con 73 punti in 31 gare, frutto di 22 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte, una lunga striscia di 20 risultati utili di fila e un attacco record. «Abbiamo vinto meritatamente, senza nessun regalo e con numeri anormali - dice Loi - Abbiamo segnato 105 gol, arriviamo da una una striscia importantissima di risultati utili di fila, con una media-punti elevata e rallentata solo nelle ultime due partite. Dicevo che si doveva arrivare nelle ultime cinque gare nel treno di testa per giocarci il tutto per tutto nel finale e invece ci siamo arrivati con un vantaggio cospicuo, gestendo le ultime quattro gare. Devo fare i complimenti alla squadra, con alcuni giocatori avevo già vinto e imparato dalle loro esperienze, poi c'era una base di 7/8 giocatori dell'anno scorso che non aveva centrato l'obiettivo stagionale, e altri che non avevo mai allenato». 

 

La squadra favorita. «Siamo partiti coi favori del pronostico perché la squadra è composta da nomi molto importanti per la categoria ma ho sempre ribadito che le prime sei-sette squadre in Eccellenza avevano nomi importanti e potevano vantare un undici di base molto forte; probabilmente noi avevamo più soluzioni. Frontalmente ci davano per favoriti, alle spalle però ci dicevano altre cose, che eravamo una squadra vecchia, composta da giocatori a fine carriera, che per me era difficile gestire uno spogliatoio con tanti ragazzi abituati a vincere. A tutto questo abbiamo risposto con i fatti, qualcuno ha sottovalutato la capacità di costruire gruppo e alla forza del Muravera, sopravalutando il proprio potenziale».

 

Le motivazioni. «Ho costruito una squadra giocando sulle motivazioni, partivamo da uno staff che era stato esonerato, diversi giocatori che erano retrocessi La Vista, Cadau, Lepore, altri non avevano centrato l'obiettivo come Floris, Nieddu, Vignati, Nurchi mentre Meloni era un giocatore messo nell'angolo perché reduce da due stagioni poco prolifiche e in questo contesto ha dimostrato dei numeri fuori dal normale per l'Eccellenza»

 

La svolta. «La svolta è stata divisa in due parti, la prima nell'arrivo di un gruppo di fuoriquota 2000 importante molto validi, la seconda è perdere la finale di Coppa Italia, correre per due obiettivi è dispendioso e visto l'equilibrio in classifica non potevamo permettercelo. Da quel momento in poi siamo andati avanti con grandi risultati e le inseguitrici hanno un pochino mollato»

 

Le polemiche. «Sono una persona vera che dice quello che pensa. Riaffermerei tutto come ho fatto domenica scorsa, il problema è che bisogna mettersi in discussione tutti ma non si scende dal piedistallo per un qualsiasi tipo di confronto facendo poi delle scelte pesanti. Io so di avere difetti caratteriali ma ciò non toglie che si ricevono torti pesanti ai quali è difficile rispondere con serenità e ho sbroccato. Possibilmente non allenerò più nel calcio regionale fino a che non cambieranno alcune cose. Ha fatto tre campionati di Eccellenza con tre promozioni credo che può bastare»

 

Le precedenti vittorie. «A Lanusei con l'ausilio di un gruppo di dirigenti bravi e con tanta voglia di crescere si è creata in cinque anni una sinergia che ha portato a due promozioni di fila e una salvezza quasi miracolosa in serie D. Ogni anno si è cresciuti, commettendo errori e anche confrontandosi in modo aspro. A Tortolì è stata fatta un'annata vincendo tutto ciò che si poteva vincere in Eccellenza, poi in serie D stavamo facendo un gran campionato ma si è rotto qualcosa a livello di fiducia quando si è messo in forte discussione il mio lavoro e quello dello staff, abbiamo risposto coi fatti vincendo le partite e siamo stati esonerati con la squadra in quel momento salva. Dopo un anno e mezzo quelle scelte societarie, legittime, non sono state felicissime, faccio loro un in bocca al lupo affinché le cose migliorino in futuro perché credo che Tortolì sia una piazza con grandi potenzialità in Ogliastra e che può recitare un ruolo importante»

 

L'avventura sarrabese. «Non avrei allenato se non fuori dall'Ogliastra, tenevo a farlo in una realtà diversa. A Muravera ho trovato tanta serietà e serenità, dimostrata nel momento di difficoltà quando siamo stati a -7. Il giorno della sconfitta in Coppa Italia con la Nuorese, il presidente si è avvicinato dicendomi: "Questo sarà il nostro trampolino di lancio per centrare il bersaglio grosso, a noi interessa la serie D che ha un valore immenso". Da allora siamo andati bene. Con Giampaolo Aresu ci lega la stessa visione del calcio, la stessa serietà nell'affrontare i problemi per cercare di risolverli e mai scavalcarli, la stessa passione per il calcio. Io sono a Muravera perché lui un giorno mi disse: "Voglio fare qualcosa insieme a te e il tuo staff, sediamoci a parlare e vediamo se ci sono le possibilità". Ci siamo accordati in un minuto e mezzo».

 

Il futuro. «Tutte le cose vanno affrontate a tappe e la prossima è la festa. Le vittorie vanno festeggiate, sono importanti, rare e alle quali va dato il giusto peso. Poi ci sarà una fase di confronto e parleremo di tutto senza alcun vincolo dell'uno nei confronti dell'altro».

 

La staff. «Ringrazio i componenti del mio staff che sono da anni con me, a partire dal vice Antonio Carta che mi ha sostituito in panchina diverse volte e ha una media-punti altissima; il preparatore dei portieri Massimo Pisu è stato fondamentale; il preparatore atletico Fulvio Usai ha fatto correre i vecchietti tutto l'anno. Grande affetto per Marco Nibbio, ha fatto una gran lavoro sia nella sua professione di terapista e massaggiatori che per quanto riguarda la gestione del gruppo a livello umano».

 

In questo articolo
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2018/2019
Tags:
33ª giornata