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Scanu pronto a sbarcare in serie D: «Ripagata la follia d'amore per l'Olbia»
Il presidente: Tre anni di sacrifici, ora la festa

Scanu pronto a sbarcare in serie D: «Ripagata la follia d'amore per l'Olbia»

L'Olbia si mette l'abito da sera perché la festa è di quelle importanti. Domani alle 20.30 nell'anticipo contro il Calangianus, i bianchi di Mauro Giorico potrebbero ottenere l'aritmetica certezza di aver vinto il campionato. Manca solo un punto al ritorno in serie D e il presidente Pino Scanu abbandona ogni tipo di scaramanzia e celebra il trionfo della squadra e della società che guida da tre anni dopo il fallimento del 2010 che tolse la Lega Pro alla città: «Posso dire che questa è una importante scommessa vinta da tutti noi compagni di viaggio che tre estati fa per una "follia d'amore" abbiamo deciso di non far scomparire l'Olbia 1905 con l’aiuto degli sponsor e tra mille difficoltà economiche e facendo molti sacrifici. Questo risultato altro non è che la conferma di un progetto nato tre anni fa».

Il ritorno in serie D merita un Bruno Nespoli gremito

«Grazie alla cortesia fatta dagli amici del Calangianus abbiamo potuto fare l'anticipo e alle 20.30 togliendo così anche le scuse di impegni lavorativi. Mi aspetto perciò una grande partecipazione dei cittadini olbiesi, spero siano presenti numerosi per dare una gratificazione ai tanti sacrifici fatti da noi dirigenti e dalla squadra. Gli ultrà invece meritano un discorso a parte, sono tutti ragazzi meravigliosi che in questi anni si sono sobbarcati viaggi in trasferta per non far mai mancare il tifo alla squadra»

Come state vivendo l'attesa per la promozione?

«Con uno stato d'animo di gioia, euforia e un pizzico di preoccupazione per essere a un passo dal traguardo. Per tutti noi dirigenti ed ex giocatori dell'Olbia che abbiamo vinto qualcosa quando indossavamo la maglia bianca è pur sempre la prima volta senza scendere in campo. È un'attesa speciale, non lo nascondiamo»

Cosa rappresenta per voi riportare l'Olbia in un campionato nazionale?

«Ribadisco il concetto: una scommessa vinta. Questo giorno l'avevamo immaginato e inseguito da tre anni, ce lo vogliamo godere perché è stato un percorso fatto con tanti sacrifici in un momento economico generale molto difficile. Non sono un presidente "ricco" ma tutti noi dirigenti abbiamo cercato sempre di onorare gli impegni con i giocatori e lo staff tecnico. L'Olbia non è di Pino Scanu ma è della città per questo è importante vedere al campo tanta gente che ci sostenga e che ci dia un ulteriore incoraggiamento per i sacrifici fatti finora»

Scelga il momento più brutto della stagione: l'esonero di Massimo Mariani, la sconfitta a Gavoi o la finale persa di Coppa Italia

«Sono tutt'e tre e per diversi motivi i passaggi cruciali della stagione. Sicuramente non è stato piacevole dover dire ad un amico come Massimo che non avrebbe più guidato l’Olbia, ci siamo rivisti altre volte dopo l'esonero ed essendo un ragazzo intelligente ha capito qual è stato il nostro intento in quella decisione, poi fa l'allenatore e mette in preventivo queste cose. Il sorpasso in testa del Taloro è stato doloroso sul momento ma ci ha fatto capire subito che ce l’avremo fatta perché avevamo comunque giocato bene. La squadra pensava che la società fosse arrabbiata e invece ha ricevuto solo carezze perché in quel momento così dovevamo comportarci. La gara persa contro il Muravera, invece, è stata una delusione perché ci aspettavamo di ricevere il nostro primo trofeo in tre anni ma la domenica nel derby a Tempio c'è stata da parte della squadra una risposta eccezionale sul campo e quella delusione è stata cancellata immediatamente»

L'importanza di un allenatore come Mauro Giorico in questo trionfo

«Direi che è stato fondamentale. Nel momento in cui è arrivato, dopo 10 giornate, la squadra aveva bisogno di un allenatore come lui che stimolasse i giocatori ad ogni allenamento e in ogni partita. Al di là delle qualità tecniche l'enorme pregio di Mauro è l'essere un grande motivatore, ha dato convinzione ai giocatori che hanno creduto di più nelle proprie qualità. Ha fatto fare quello scatto mentale che una rosa valida come la nostra necessitava»

Sarà il vostro allenatore anche in serie D?

«Credo proprio di sì, non abbiamo ancora parlato di futuro ma ci siamo già scambiati messaggi d'amore, come anche in questo caso dove ribadisco la nostra contentezza del lavoro che ha fatto. Penso anche che iniziando dalla preparazione possa fare ancora meglio»

Poi si passerà alla squadra che pare già ottima anche in una categoria superiore

«Molto dipenderà dai suggerimenti che vorrà dare l'allenatore. Credo che non ci saranno grandi stravolgimenti ma che procederemo con acquisti mirati e, a differenza degli altri anni, potremo farlo con largo anticipo. Noi vogliamo fare bella figura in serie D ma senza proclami se poi cammin facendo avremo aiuti economici ulteriori si potrà anche sognare perché la Lega Nazionale Dilettanti è un punto di ripartenza per noi e non d'arrivo»

Nel futuro dell'Olbia è contemplato uno spazio per Siazzu che si avvia ai 38 anni ma che si sta confermando a livelli altissimi come goleador?

«Gianluca è un immortale, è la nostra bandiera e capitano, il punto di riferimento. Lui è tuttora un giocatore fantastico, siamo contentissimi di ciò che ha fatto quest’anno dopo la strepitosa passata stagione, penso che possa dare ancora molto all’Olbia e spero che la salute lo sorregga a lungo perché farà ancora tanti gol per la maglia bianca»

La soddisfazione dell'Olbia è poi quella di aver ricreato un patrimonio col settore giovanile, i vostri fuoriquota si sono messi in mostra quest'anno e serviranno tanto anche in serie D

«Il discorso giovani per noi è fondamentale, è l'altra grande gioia dopo la vittoria del campionato. Abbiamo tanti ragazzi promettenti e siamo contenti che l'Olbia sia tornata ad essere il punto di riferimento per la Gallura. Continueremo ad investire tante risorse, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Capuano è stato nella nazionale Under 17, insieme con Loddo e Budroni ha disputato il Torneo delle Regioni con la Juniores dove giocava anche Kozeli che è al San Teodoro ma è di nostra proprietà. Aloia è stato protagonista della selezione Allievi che è arrivata a un passo dal titolo italiano. L'auspicio è quello di poter vedere a breve un giovane olbiese poter giocare magari in serie A ma intanto va sottolineato il discorso sociale che portiamo avanti con le 5 squadre del settore giovanile e le 12 della scuola calcio. Abbiamo oltre 300 ragazzi che togliamo dalla strada e diamo loro una opportunità di divertirsi e crescere sani attraverso lo sport. Anche quella è una nostra vittoria ma di ogni giorno»

Intanto c'è da celebrare la vittoria del campionato

«Direi di sì anche se poi quella vera, con tanto di banda musicale e majorettes, la faremo il 21 in occasione della gara interna contro il San Teodoro. Speriamo di avere anche Roustam Tariko che ha tanti impegni di lavoro e cercherà di essere presente al Nespoli, lui è stato fondamentale per raggiungere questo traguardo»

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2012/2013
Tags:
Sardegna
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