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Atzei e la seconda giovinezza al La Palma, di nuovo coi guantoni a 43 anni
Il portiere: «In 7 giorni 3 gare, non sono morto»

Atzei e la seconda giovinezza al La Palma, di nuovo coi guantoni a 43 anni

Pippo Zani e Tore Pinna, entrambi classe 1975, restano sempre i maestri dei pali in un'Eccellenza da grandi firme (in campo e panchina) ma ora si sentiranno un po' più giovincelli da quando Francesco Atzei, 43 anni, è stato chiamato a difendere la porta del La Palma, togliendo così ai portieri di Taloro e Alghero la palma dei più anziani del ruolo. Ma non chiamatelo "nonno" perché gioca con e contro quelli che potrebbero essere dei suoi figli, e non ditegli tantomeno "fenomeno" perché i suoi voli da un palo all'altro li sforna da tre partite a questa parte, cioè da quando i cagliaritani hanno perso per infortunio il portiere titolare Alessandro Arrus (classe 1987) e il club di Sandro Murtas non è riuscito a trovare un sostituto per un motivo (Sanna e Puddu non svincolati da Sant'Elia e Castiadas) o per l'altro (Stocchi in partenza per lavoro e Fortuna infortunato). 

«Non facevo una gara in campionato dal 2006, cioè da quando ero a Uta in Prima categoria - dice il portiere classe 1970 - ora ho giocato tre gare in sette giorni in Eccellenza e non so ancora perché non sono morto (ride, ndr)». Al La Palma Francesco Atzei è tornato l'anno scorso, dopo la parentesi al Progetto Sant'Elia in serie D (tirò a lucido Maurizio Floris e fece crescere Alberto Rassu) e, prima ancora, col Sanluri. Perché fondamentalmente è diventato un ottimo preparatore dei portieri dopo aver appeso la scarpette al chiodo. Sotto la sua cura la crescita di Alessandro Arrus - ex Iglesias, Pula, Selargius e Sant'Elena - è stata esponenziale. «È senz'altro tra i migliori portieri dell'Eccellenza - dice con orgoglio Atzei - ha carattere, presenza sui pali, guida bene la difesa e domina l'area sulle uscite. Purtroppo per lui c'è stato un infortunio non previsto (rottura del legamento posteriore del ginocchio, ndr) dopo la prima giornata di campionato e il suo secondo, Cordeddu, è ancora troppo acerbo per l'Eccellenza». Il La Palma, seppure sia una società molto organizzata, così come tanti altri club non riesce a sfornare dal proprio settore giovanile portieri che possano reggere l'impatto con la categoria. A dire il vero i cagliaritani un bravo e giovane estremo difensore in casa ce l'avevano, quel Jonathan Ollano ('96) ora titolare in Promozione con la Frassinetti. Con l'infortunio di Arrus il tecnico Bebo Antinori ha subito ordinato: Atzei in porta. «Volevamo far crescere Ollano laddove gli consentivano di giocare con continuità - rivela Antinori - e non avremmo certo aiutato l'altro portiere Cordeddu nella sua crescita gettandolo di punto in bianco nella mischia. Purtroppo i tanti portieri che abbiamo cercato in queste settimane non avevano la possibilità di firmare con noi e ho dovuto chiedere la cortesia a Francesco che, dal punto di vista fisico, si è sempre mantenuto in forma, beato lui. Abbiamo comunque rischiato ma, per il momento, ci sta andando bene. Un pareggio col Fertilia, la vittoria a Tempio e la sconfitta contro la Nuorese non certo per colpa sua. Contiamo sul recupero di Arrus». E sui tempi di recupero del portiere titolare Atzei spiega: «Dipende da quando l'infiammazione sarà scomparsa. Giocatori che hanno continuato la stagione con un legamento posteriore rotto ce ne sono, Alessandro poi ha un'ottima struttura muscolare e può tornare presto a giocare. Poi deciderà se farsi operare a campionato finito».

Intanto il 43enne preparatore atletico deve fare gli straordinari e la prima gara, quella contro il Fertilia, l'ha vissuta quasi fosse alle prime armi: «Beh, la tensione ovviamente c'era ma ho preferito coinvolgere tutto il reparto arretrato dicendo ai miei compagni: "Se ci salviamo oggi lo facciamo tutti quanti, fate calciare il meno possibile gli avversari". E così è stato, perché io posso fare parate "normali", il resto è roba d'altri tempi e di altri portieri come Arrus». Viste le risposte sui tiri di Puddu e Tedde ad Alghero, o quelle su Arcamone, Taraschi e Sigismondo contro il Porto Corallo (leggi l'articolo della gara), non si direbbe. L'agilità e il colpo d'occhio sono rimasti intatti. «Nelle mie condizioni - spiega Atzei - il problema non è stare in porta ma il fatto che non ho più la forza di un tempo nelle gambe per poter prendere certi tiri. Per ora è andata bene ma non sarà facile reggere alla lunga, spero che Arrus torni il prima possibile in porta, così me ne starò nuovamente a bordo campo. Certo, lì si soffre sempre ma è un altro tipo di sofferenza». Ora i guantoni sono puntati sulla Nuorese: «Se Bruno Frongia (ex Sant'Elia, ndr) avrà il sinistro caldo sarà un'impresa fermarlo sui calci piazzati». Ma "highlander" Atzei vuole ancora superarsi.

In questo articolo
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2013/2014
Tags:
Sardegna
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