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La gara speciale di Cherchi: «Batto la Torres e vado in serie D col Sant'Elia»
L'ex rossoblù: Io capitano e sassarese mandato via

La gara speciale di Cherchi: «Batto la Torres e vado in serie D col Sant'Elia»

Il 2 novembre 2010 “muore” la storia sportiva di Alessandro Cherchi alla Torres. Nel giorno della commemorazione dei defunti il club di Lorenzoni comunica che il capitano rossoblù non farà più parte della rosa guidata da Angelino Fiori “per motivi strettamente tecnici”. Per il fantasista di Sassari, che ha vestito per cinque stagioni la maglia della Torres, nei professionisti (serie C1 e C2) e, dopo il fallimento, in Eccellenza, quel giorno gli ha aperto un ferita non ancora suturata. «Giocare nella Torres per un sassarese è il massimo – dice Cherchi gonfiando il petto – ero anche capitano e ne vado fiero». Il 26enne attaccante fa anche capire però che l’addio non è stato semplice: «Ho subito tante critiche giuste e ingiuste ma di sicuro posso dire che ci ho tenuto sempre tanto e ci tengo tuttora a tutto ciò che ho fatto. Peccato che la gente non abbia mai visto quello che davo tutti i giorni pur di far andare bene le cose...»

All’andata in Torres-Progetto Sant’Elia tu, capitano, giocavi con la maglia rossoblù, ora sei nell’altra sponda. Cosa è successo nel frattempo?

«È successo che alla Torres hanno preso la decisione che sapete tutti e io mi sono accordato con il Sant'Elia, che subito mi ha colpito per programmi e serietà. Non è un caso che si chiami Progetto…»

La Torres ti manda via sperando di svoltare, tu ora sei primo in classifica e loro a -7, e perdipiù sabato hai la possibilità di rifarti chiudendo il discorso campionato. Sembra che tutto sia apparecchiato per la classica “vendetta”

«Sì, in effetti sembra cosi. Pero posso dire che sarà una partita difficile e se dovessimo vincere non sarà ancora fatta ma sicuramente faremmo un grande passo verso la serie D»

Da 1 a 10, quanto ci tieni a giocare dal 1’?

«Senza dubbi, 1000»

C’è alla Torres una persona in particolare alla quale vorresti dire a fine partita: “Con me ti sei sbagliato”

«Ci sarebbe, eccome. Ma non faccio nomi, è meglio ignorarle alcune persone...»

Invece quanti ex compagni saluterai volentieri sabato?

«Ce ne sono parecchi e ne saluterò due in particolare: Simone Deliperi e Alessandro Cadau, due ragazzi eccezionali e due grandissimi giocatori»

 

La rivalità Cagliari-Sassari c’è sempre stata, tu che sei sassarese come ti stai trovando a giocare nella seconda squadra di Cagliari?

«Io mi trovo molto bene. E non ci sono problemi perché alla fine la rivalità è con il Cagliari e non con il Sant'Elia»

Però proprio questa rivalità priverà i tifosi della Torres ad assistere al big-match, che rapporto hai avuto coi tifosi della Curva?

«È un peccato la loro assenza, la gara sarebbe stata spettacolare anche in tribuna. I tifosi della Curva sono la Torres, loro se vogliono ti possono dare quella spinta in più»

 

Sinceramente, pensavi di giocare più minuti quando ti ha chiamato il Progetto Sant’Elia?

«Mah, sono arrivato che non ero in condizione, non giocavo da più di un mese e la squadra era prima in classifica. Mi sono messo a disposizione di mister Pani e dei miei nuovi compagni e ora sono pronto anche fisicamente. Di sicuro chi è che non vorrebbe giocare sempre di più?»

Cos’ha di speciale questa squadra che, da quando c’è Max Pani, non conosce sconfitte?

«Il gruppo è eccezionale e il mister è molto bravo a gestire una rosa importante. E poi lo staff tecnico, dal secondo allenatore ai preparatore dei portieri, passando per massaggiatore e magazziniere, senza dimenticare il presidente Cardia e il direttore Ibba, sono tutti all'altezza. Insomma, non siamo primi per caso»

Fabio Salis

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2010/2011
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Sardegna
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