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Manrico Porceddu, attaccante, Pirri
«Mi diverto ancora ma tanti gol fatti in D ed Eccellenza»

Pirri, Porceddu tocca quota 400: «Un bel traguardo, ora la Promozione»

Un calcio di rigore, come tanti nella lunghissima carriera lunga oltre cinque lustri ma dal sapore celebrativo. Manrico Porceddu, 44 anni e mezzo e non sentirli, sta trascinando il Pirri Calcio verso la Promozione e, prima della sfida interna contro il Quartu 2000, la società rossoblù (nella foto da sx i consiglieri del direttivo Luca Pilo, Bobo Mannai e Alessandro Casula col diesse Stefano Siddi alla destra di Porceddu) gli ha reso omaggio con un trofeo ricordo per aver raggiunto la ragguardevole cifra di 400 gol in carriera nel match con l'Azzurra con la rete tonda tonda. «Un bellissimo gol - ammette Porceddu - Ho ricevuto palla dalla nostra trequarti difensiva, mi trovavo poco dopo il centrocampo all'altezza delle panchine e ho calciato al volo d'esterno destro incrociando la palla col portiere che stava recuperando la posizione dal limite verso la porta. ma è stato superato dal pallonetto. Un bel traguardo raggiunto, la contabilità dei gol l'ha tenuta sempre mio padre che ha conservato giornali e video di ogni annata. Una cifra niente male anche perché la maggior parte dei gol li ho fatti in categorie importanti come serie D ed Eccellenza. Negli ultimi anni ho giocato in Prima e Seconda, mi manca solo aver fatto gol in Terza categoria».

E, come ricordato, poi il trofeo da 400 è stato griffato con la rete dagli undici metri durante la sfida contro i biancoverdi finita però 2-2 al 95'. «Ma ce la dobbiamo prendere con noi stessi. Eravamo in svantaggio ma siamo stati bravi a portarci sul 2-1 e, con l'uomo in più, abbiamo sbagliato tante occasioni. In questi casi devi prendere il margine perché, se la tieni in bilico, può capitare, come poi è successo, che ti puniscono con un'azione che ha portato al rigore al 95'. Ci ha lasciato l'amaro in bocca anche se, analizzando il tutto, venivamo da 10 vittorie e un pareggio. Certo, non doveva capitare perché avremmo mantenuto un margine ampio sulla Bauese ma, a questo punto della stagione, avere un +3 sulla seconda nessuno se lo aspettava».

 

PorcedduIl capitano di tante battaglie, nella classifica cannonieri, ha raggiunto quota 17 reti ed è secondo solo all'altro highlander del girone A di Prima Categoria, quel Marco Nieddu - classe 1981 e 24 gol finora - bomber della Baunese che contende alla squadra di Busanca il primo posto e che, nell'ottobre dello scorso anno, aveva raggiunto a sua volta quota 400 reti in carriera. «Con Marco ci siamo sfiorati nel 2010 quando io disse sì al Tortolì mentre lui aveva appena lasciato la maglia rossoblù andando al Muravera, club dal quale provenivo io. Se siamo i primi della classifica cannonieri vuol dire che abbiamo ancora tanta voglia di giocare o, probabilmente, non ci sono i ricambi giusti per farci smettere di giocare. I giovani d'oggi sono cambiati rispetto ai nostri tempi, in generale hanno meno spirito sacrificio e sono concentrati sui social».

Manrico Porceddu, dunque, entra trionfalmente nel gotha dei bomber sardi, dopo essersi contraddistinto, per diversi anni della sua carriera, più che come un vero e proprio bomber, un sopraffino trequartista con la licenza di "uccellare" i portieri avversari anche per quella innata dote di far gol da palla inattiva. Cresciuto nell'Atletico Cagliari, («Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili fino a giocare due anni in serie D con Beppe Martinez allenatore-giocatore»), a novembre del 1999 andò in prestito al Carloforte (Eccellenza) che Virgilio Perra costruì in fretta e furia con un manipolo di giovani cagliaritani: «Andammo io, Berlucchi, Serra e Cadelano. Fummo una rivelazione sfiorando i playoff. Poi siamo rientrati all'Atletico che, nel frattempo. era retrocesso dalla serie D. Il presidente Orrù affidò la squadra a Virgilio e stravincemmo il campionato di Eccellenza con cinque giornate d'anticipo. In Serie D, nei due anni successivi, segnai 42 gol tutti importanti per le due salvezze». 

 Poi ci furono le uniche esperienze fuori dalla Sardegna, in entrambi i casi per "colpa" del presidente Goveani. La prima, nel 2003/04 all'Ischia, in Campania, nella squadra allenata da Ninni Corda. «Ricordo uno 0-1 sul campo Virtus Volla, feci con un eurogol al 90' con un tiro al volo all'incrocio dei pali». E poi, l'anno dopo, al Msida Saint Joseph (guidata da Mario Petrone) nella serie A maltese. «Segnai 7 gol e non dimentico una doppietta in casa della prima in classifica».

 La Villacidrese lo riporta nell'Isola (2005/06) ma, a metà stagione, passa al Tavolara. Poi scende di categoria vincendo il campionato di Promozione col Sanluri e, ancora in Eccellenza, passa alla Decimese: «C'era Poncellini allenatore, a Ghilarza vincemmo 1-0 con un bel gol, un cucchiaio dal limite al portiere Fanni, non l'ultimo arrivato». Dopo il passaggio Quartu 2000 fa una stagione da protagonista nel 2008/09 col Selargius di Perra (20 reti) che contribuisce a portare in Serie D vincendo i playoff nazionali. Poi andrà al Muravera per completare il tridente con Piludu e Oliveira: «Abbiamo lottato col Porto Torres testa a testa fino a febbraio, quando si dimise il mister Piras. Poi chiuse la stagione Lulù. Ricordo la vittoria 1-2 con la Torres al Vanni Sanna con gol mio e di Oliveira». Dopo il già ricordato passaggio al Tortolì, infine ci saranno le esperienze con Pula e Samassi. Con quest'ultima segna 21 reti in un campionato e mezzo e, nel dicembre 2013, dice sì al Su Planu di Sergio Fadda che lottava in Promozione per salvare la categoria: segnerà 8 gol. Gli ultimi dieci anni li ha passati in categorie minori vestendo la maglia dell'Orione (16 gol in Prima), Teulada (vittoria del campionato), Frassinetti ElmasSigma (in Seconda, quasi 40 gol in due campionati) e ora Pirri

Porceddu«Tra vittorie di campionato, salti di categoria e Coppa Italia ho perso il conto dei successi. Però, ci tengo tanto a contribuire alla vittoria del Pirri. Ora dipende solo da noi, ce la giochiamo in 5 partite, 2 case e 3 fuori, ma dovremo stare più attenti che mai. Domani a Elmas giochiamo con la Frassinetti di Daniele Alberti, mio ex compagno all'Atletico e responsabile del settore giovanile quando feci l'allenatore-gocatore da loro. Tenteremo di vincere, ricordando che l'ultima nostra sconfitta fu all'andata con loro dopo aver sbagliato tante occasioni da gol».

Nel frattempo al Pirri allena 60 ragazzini del 2013: «Col mio collaboratore facciamo due sezioni di lavoro. Non sono uno che urla ma cerco di dare consigli, come sarebbe meglio tirare, le posizioni in campo. Sono molto affezionato a loro che vengono ogni domenica alle nostre gare interne e gridano sempre: "Dai mister Manrico". Col Quartu 2000, dopo il gol su rigore, ho dato il cinque a tutti loro che erano dietro la porta. Al Pirri la scuola calcio sta crescendo molto e, proprio per tutto questo seguito nelle giovanili, la società merita una categoria come la Promozione. Il mio addio? Mi sto divertendo, la squadra giovane e mi dà una mano e poi mister Busanca e il suo vice Marco Cogotti sono molto bravi».

Il rigore di Manrico Porceddu contro il Quartu 2000 

In questo articolo
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2022/2023
Tags:
21ª giornata