Salta al contenuto principale
Gian Paolo Grudina, allenatore, Seui
«Nel girone di ritorno è venuto fuori tutto il nostro valore»

Il Seui Arcuerì si gode la salvezza, Grudina: «Lavorare in queste piccole realtà mi piace molto: ho trovato un ambiente fantastico»

Quando ci si affida ad un tecnico professionale e vincente come mister Gianpaolo Grudina il risultato, molto spesso, è garantito: l'esperto allenatore di Decimo, del resto, si è tuffato nella sua nuova avventura targata Seui Arcuerì con il massimo dell'entusiasmo.
Superate le difficoltà incontrate nelle prime uscite, dovute soprattutto al fisiologico ambientamento con una dimensione tutta nuova e ad alcuni piccoli contrattempi di natura logistica, ha saputo regalare al gruppo i giusti equilibri e la determinazione necessaria per raggiungere il traguardo fissato dal club, con la missione salvezza risolta con largo anticipo rispetto alla fine della stagione, per la grande soddisfazione, è ovvio, di tutto lo staff dirigenziale.
La classifica in questo senso parla chiaro: 41 punti all'attivo, frutto di 11 vittorie e 8 pareggi, ed un vantaggio di ben 12 lunghezze nei confronti della zona calda, ma la sensazione è che con un pizzico di attenzione in più si sarebbe potuto fare addirittura meglio. I giallo-blu, del resto, sapranno fare sicuramente tesoro dell'esperienza maturata quest'anno, con il futuro prossimo che appare più roseo che mai.

«Avevo a disposizione una squadra molto giovane, forse anche troppo per la Prima Categoria – dichiara mister Gianpaolo Grudina — condita comunque da qualche elemento di grande esperienza: i più anziani mi hanno dato una grossissima mano, soprattutto nelle fasi iniziali della stagione, dove abbiamo dovuto fare i conti con qualche problema, più che altro di natura logistica, principalmente dovuto alla distanza, che non mi permetteva di lavorare come avrei voluto e come invece facevano le nostre dirette concorrenti. Agli allenamenti non avevo mai a disposizione tutta la rosa, considerando poi che molti di loro studiano a Cagliari e gli spostamenti non sono proprio agevoli».
Il tecnico però si è armato di pazienza e si è rimboccato le maniche. «Pian piano — continua — abbiamo preso coscienza della nostra forza, del nostro valore, un discorso che riguarda soprattutto i ragazzi più piccoli d'età. Potevo contare comunque sul sostegno assoluto e costante da parte della società, che non mi ha mai fatto mancare niente; un aspetto fondamentale in questi casi».

 

Nel girone di ritorno i giallo-blu hanno fatto registrare un vero e proprio cambio di marcia.
«Siamo venuti fuori alla grande, con 21 punti nelle ultime nove gare che ci hanno permesso di allontanarci definitivamente dalla zona pericolosa, ma per quanto fatto vedere in campo forse avremmo addirittura meritato qualcosa in più. L'inesperienza però, lo sappiamo bene, è un fattore che ti condiziona parecchio».
Grudina può ritenersi assolutamente soddisfatto. «Anche perché i match in cui siamo andati veramente male sono stati giusto tre, massimo quattro, un aspetto fisiologico del resto. Credo che il gruppo abbia fatto il massimo, un'opinione condivisa peraltro da tutti i dirigenti».
Il lavoro fatto quest'anno rappresenta una base solidissima per impostare la prossima stagione.
«Il club si ritroverà a gestire giocatori più maturi e consapevoli sul piano tecnico, tattico e caratteriale; credo che ci siano tutte le premesse per continuare a crescere molto da questo punto di vista». L'allenatore si è calato con la sua solita, grandissima professionalità in una piccolissima realtà del panorama calcistico sardo. «Non mi son mai messo vincoli, contrariamente a quanto fanno alcuni miei colleghi: non ho la pretesa, dunque, di voler allenare solo nelle categorie maggiori, eppure in tutti questi anni ho maturato tante esperienze, estremamente positive a dire il vero: penso ad esempio ai play-off sfiorati in Eccellenza alla guida del Villacidro, al salto in Eccellenza col Ghilarza. Ho conquistato bellissime vittorie anche in Prima e Seconda Categoria; non ho esitato nemmeno un secondo, del resto, a dare una mano al Decimo, la squadra del mio paese. Sono stato a Orroli, per tre anni bellissimi, centrando il salto in Promozione, un traguardo che il club inseguiva da diverso tempo, gettando così le basi per il lavoro che hanno portato avanti in seguito».


Seui, in questo senso, rappresenta l'ennesima tappa di una carriera ricchissima di soddisfazioni.
«Mi sono trovato benissimo; il calore della gente mi ha ripagato alla grande di tutti gli sforzi fatti, perché comunque viaggiare per così tanti chilometri non è mai semplice. Mi piace tantissimo lavorare in questi contesti, amo lo sport in generale, a prescindere dal livello; non è mai stato un problema, anzi, riesco a dare il 100% anche nelle piazze meno blasonate. Credo proprio che l'importante sia mantenere la serietà e la professionalità, gli ingredienti principali se vuoi fare bene e lasciare un'impronta, senza non vai da nessuna parte».
Il futuro di Grudina però è ancora un'incognita. «Ho sempre aspettato la fine del campionato per prendere le mie decisioni; il mio unico intento al momento è terminare la stagione nel migliore dei modi, magari dando più spazio ai ragazzi più giovani che hanno totalizzato meno minuti. Cercheremo di fare il massimo per strappare ancora qualche punto, questo è poco ma sicuro: il nostro obbiettivo al momento è chiudere l'annata il più in alto possibile in classifica. Per tutto il resto ci sarà tempo».

Il tecnico spende parole importanti per i suoi, a partire da Mennella, tra i pilastri della squadra.
«L'immenso valore di Roberto non lo scopro certo io: ha 45 anni ormai e da oltre 25 calca questi campi con spirito encomiabile e una professionalità esemplare. Non si dovrebbero mai mettere limiti alla provvidenza ma potrebbe appendere le scarpette al chiodo e mettere il punto alla sua carriera da giocatore e iniziare magari quella da allenatore: credo che possa ricoprire il ruolo senza problemi, è molto preparato e ha tutta l'esperienza che serve per affrontare questa nuova sfida. È quello che gli auguro, insomma. Si merita tutto il meglio, è stato sicuramente uno degli artefici principali dell'annata del Seui, ma non possiamo scordarci di Mirko Atzeni, Walter Laconi, Martini, Amedeo Deiana, arrivato una decina di settimane fa ma che ha saputo darci comunque un contributo eccezionale. Vorrei citare anche tutti i ragazzi del posto: Giacomo Carta, un fuori quota molto bravo, Alessandro Lobina, Meloni, Alessio Dessì, Francesco e Federico Lobina: hanno il futuro nelle loro mani, ma nel calcio come nella vita servono dei sacrifici se vuoi conquistare certi traguardi e crescere ulteriormente sino ad arrivare, magari, a giocare nei palcoscenici più prestigiosi: il lavoro è una componente insostituibile, devi allenarti con costanza e serietà, senza mollare nemmeno di un centimetro; la testa gioca un ruolo fondamentale, poi certo, sono indispensabili anche le qualità tecniche, ma da sole non bastano».

La lotta per la vittoria finale, intanto, entra nel vivo. «Non è facile fare un pronostico, anche perché ci sono tante squadre che stanno facendo molto bene; di sicuro si tratta di uno sprint entusiasmante. La Villacidrese è stata in vetta per buona parte della stagione ma i tre punti tolti dal Giudice Sportivo per la vicenda relativa alla sfida con la Tharros hanno mischiato ulteriormente le carte. C'è comunque stato un ulteriore reclamo da parte loro, credo che entro questa settimana il comitato disciplinare esprimerà il suo giudizio. Probabilmente hanno accusato un po' il colpo sul piano mentale, con il ko di Narcao che ha lasciato il segno. Sono convinto comunque che si deciderà tutto nello scontro diretto con la Freccia Parte Montis, davvero un'ottima formazione, ben allenata da Deiana, che a dicembre, tra l'altro, ha piazzato innesti importanti; è normale che ci credano. Non dimentichiamo però che Fermassenti e Cortoghiana, oltre allo stesso Narcao, sono ancora potenzialmente in corsa, con tanti elementi di spessore in organico: con 12 punti a disposizione la matematica lascia aperta più di una possibilità in chiave primo posto, per non parlare poi dei play-off, con il Samassi che non è assolutamente tagliato fuori dal discorso, anche se domenica hanno perso per 2 a 1. Staremo a vedere». Il Seui alla penultima giornata ospiterà proprio la compagine bianco-celeste guidata da mister Congia. «Sino ad ora non abbiamo mai regalato niente a nessuno, discorso che potrebbero fare tranquillamente anche tutti i nostri avversari: i punti conquistati sono il frutto esclusivo dei nostri sforzi. Chi ci ha affrontato ha sempre giocato alla pari, mettendoci grande grinta. Credo onorare il campionato sino alla fine sia doveroso, è giusto che la Villacidrese sappia che da noi non avranno assolutamente vita facile».

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2018/2019
Tags:
Prima Categoria
Girone B