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Flumini, Piludu all'attacco: «Scano avrebbe dovuto riflettere prima di parlare»
«Così si infanga l'onore mio e dei ragazzi»

Flumini, Piludu all'attacco: «Scano avrebbe dovuto riflettere prima di parlare»

Gianfranco Piludu alza la voce per difendere il suo Flumini: al mister non sono andate di certo giù le dichiarazioni rilasciate negli scorsi giorni da Emanuele Scano, tecnico del Santo Stefano, che si era lamentato per alcune situazioni poco chiare verifacatesi nel finale di campionato, che a suo dire avrebbero in un certo senso influenzato la corsa verso la salvezza.
Piludu non usa mezzi termini per difendere la sua squadra e il lavoro svolto quest'anno, ribadendo come la permanenza in Seconda Categoria sia stato un traguardo ottenuto con grande orgoglio e determinazione.

 

«Tra allenatoridichiara Piludu - in teoria non ci dovrebbero essere questi attacchi, ho anche saputo che Scano ha ottenuto il patentino da poco, magari ha peccato di inesperienza.
Ha comunque fatto accuse pesanti, ha parlato di qualcuno che nel nostro girone ha giocato sporco: mi piacerebbe sapere se ha delle prove in merito, nel caso sarebbe il caso di renderle pubbliche, perchè altrimenti si tratta solo di supposizioni; ha messo in discussione la commissione disciplinare che ha deciso per la ripetizione della gara contro l'Ussana, ha messo in discussione, tra le altre cose, la serietà di una squadra come l'Halley Assemini e la serietà di una squadra come il Flumini, che quest'anno festeggia il 25° anno dalla sua fondazione.
Viene tirata in ballo la partita contro l'Ussana, e a questo proposito ci tengo a raccontare la mia versione: vincevamo per tre a zero, poi i nostri avversari hanno segnato due reti, una in fuorigioco dubbio e la seconda su un calcio di rigore che secondo me non c'era, ma non è questo il discorso; a pochi minuti dalla fine l'arbitro concede un altro penalty in favore dei padroni di casa, a quel punto si accende una mischia, partono le polemiche, la partita viene sospesa perchè un mio giocatore, nel parapiglia, da uno schiaffetto all'arbitro, un gesto che tra le altre cose io mi sento di condannare nella maniera più netta possibile.
Mancavano due minuti alla fine, eravamo sul 3 a 2 per noi, l'arbitro avrebbe potuto far battere il rigore e far concludere la partita, invece ha deciso di sospenderla, anche se per me era in grado di continuare; non so se sia stato condizionato dalle pressioni e dalle proteste dei giocatori dell'Ussana, che tra le altre cose hanno anche pensato bene di esultare nel momento in cui si è deciso per l'interruzione della gara; è una cosa che mi ha lasciato esterefatto, e ci tenevo a precisarlo.
Negli spogliatoi ho avuto modo di parlare con l'arbitro, che ha ribadito che non si sentiva di portare a termine l'incontro; nei giorni scorsi son venuto a sapere, tramite gli atti della federazione che abbiamo consultato prima di presentare il ricorso, che il direttore di gara si è recato al pronto soccorso, dove è stato valutato dal personale medico con un codice bianco, visto che era cosciente e non presentava particolari problemi.
In definitiva abbiamo ripetuto la gara, incassando una sconfitta per 4 a 3; se avessimo vinto avrei potuto comprendere, magari, la polemica di Scano, ma da quell'incontro siamo tornati a casa con 0 punti, pur dimostrando di essere in buona forma nonostante alcune assenze.
Io ho avuto la possibilità –
prosegue Piludu - di girare numerosi campi, sia in Sardegna che nel resto dell'Italia, come giocatore e come allenatore: ritengo di aver maturato una discreta esperienza in questo periodo; l'Halley aveva già vinto il campionato, a noi servivano i tre punti per continuare a sperare nella salvezza, abbiamo giocato con il coltello tra i denti ma non ci hanno regalato proprio niente, considerando anche che nel finale hanno sfiorato il pareggio, colpendo la traversa; i nostri avversari tra le altre cose ci hanno fatto i complimenti, sia all'andata, dove abbiamo perso 2 a 0, e sia al ritorno.
Il bello del calcio è proprio che l'ultima in classifica può riuscire a battere la prima, non so che esperienze ha avuto Scano in proposito.
Io posso solo dire che ci siamo salvati nelle ultime giornate, dando il massimo, dopo aver risolto un'infinità di problemi, non solo tecnico-tattici, visto che abbiamo dovuto ripulire, in un certo senso, lo spogliatoio da alcuni elementi, 12 per la precisione, che non condividevano appieno il nostro progetto.
Devo fare un applauso ai 16 ragazzi che hanno concluso il campionato e che si sono comportati in maniera egregia, come confermano le vittorie, tra le altre cose, con il Calcio Cep e la Nora Nuraminis.
Il Santo Stefano probabilmente ha rallentato la sua corsa da dicembre in poi, avranno avuto i loro problemi, non lo metto in dubbio, ma non è giusto scaricare le responsabilità sugli altri: noi abbiamo semplicemente fatto meglio di loro, e la classifica parla chiaro in questo senso».

 

Il bilancio sul campionato appena concluso - «Io sono sicuramente soddisfatto per questa stagione, se dipendesse da me riconferemerei tutto il gruppo, perchè se lo meritano, hanno dato il 120%; con l'innesto di sei o sette elementi possiamo toglierci grandi soddisfazioni.
Io e il mio secondo, Cenzino Meloni, ci siamo sdoppiati per permettere a tutto il gruppo di allenarsi al meglio, nonostante i problemi che abbiamo incontrato».

 

Il tecnico rincara la dose - «Anche noi abbiamo fatto tanti sacrifici quest'anno, ci è capitato di concludere gli allenamenti alle 10 di notte, con dei ragazzi impegnati con il lavoro e lo studio; tutti abbiamo lavorato per ottenere questi traguardi, è per questo che non tollero certe insinuazioni.
Grazie a Dio mi è capitato di vincere molte partite e molti campionati, nella mia carriera ne ho visto di cotte e di crude; sarebbe stato meglio che Scano avesse riflettuto un po' di più prima di parlare, evitando di fare certe dichiarazioni.
Sto pensando di fare un ricorso presso l'Associazione Italiana Arbitri, perchè questa storia non mi è proprio andata giù.
Se ci incontreremo nel prossimo campionato –
conclude il tecnico -, il condizionale è d'obbligo visto che potremmo finirla in due gironi differenti, gli stringerò sicuramente la mano, perchè penso che sia il primo passo per incominciare ad imparare come ci si comporta tra colleghi; il rispetto è fondamentale per andare avanti in questo campo».

 

La polemica che è scoppiata in questi giorni evidenzia una piaga, quella del sospetto, ancora aperta nel nostro calcio
«Cè ancora tanto lavoro da fare in questo senso, siamo molto indietro.
Stamattina ho parlato con alcuni colleghi che fanno parte dell'Associazione Italiana Calciatori, tra cui Agus: tutti hanno ribadito il fatto che certe insinuazioni non aiutano questo ambiente».

In questo articolo
Campionato:
Stagione:
2012/2013
Tags:
Girone A