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Borore
«La duttilità è stata l'arma in più, un gruppo andato oltre i suoi limiti»

Il Borore lascia tutti a bocca aperta, Mastio: «Difficile immaginare un epilogo così, fondamentali i successi negli scontri diretti»

In pochi, bisogna ammetterlo, avrebbero scommesso su un exploit del genere da parte del Borore: i ragazzi di mister Salvatore Mastio, infatti, si sono presentati ai nastri di partenza del campionato di Prima Categoria con tutto l'entusiasmo tipico delle matricole e una stagione a dir poco sbalorditiva alle spalle, ma quanto fatto quest'anno, se possibile, supera ogni più rosea previsione e finisce catalogata, di diritto, alla voce grandi imprese sportive. Vincere la concorrenza di due fuoriserie come l'Abbasanta e il Santa Giusta, solo per citare le rivali più quotate ad inizio stagione, non è stato affatto facile, considerando anche che il tecnico aveva a disposizione una rosa ridotta, almeno in confronto agli avversari, ma grazie al lavoro, al sacrificio, e perchè no, a due talenti puri come Tola e Fadda, devastanti come pochi in fase realizzativa, quello che sembrava solo un sogno è diventato pura, concretissima realtà.

«Abbiamo capito che potevamo centrare il salto di categoria dopo la bella serie di risultati utili consecutivi — dichiara Mastio —: quelle nove vittorie di fila hanno cambiato un po' il senso del nostro campionato, ma all'inizio non pensavamo assolutamente di vincere; l'obbiettivo era una salvezza tranquilla. C'era la sensazione, la volontà di disputare un torneo importante, questo è vero; davanti a noi però diverse compagini costruite per vincere, poi le cose sono andate meglio del previsto, va bene così».
I bianco-rossi sono l'esempio più bello su come si possa andare oltre i propri limiti.
«Il gruppo a mia disposizione è piuttosto ristretto, 18 giocatori in totale di cui soltanto due fuori quota; rispetto allo scorso anno, in sostanza, è rimasto praticamente invariato. Per ottenere questi risultati c'è dunque bisogno che tutto vada nel verso giusto. Uno dei fattori più importanti è stato far capire ad alcuni ragazzi che potevano tranquillamente disimpegnarsi in più ruoli, che era in sostanza l'unico modo a nostra disposizione per sopperire alle eventuali carenze. Le punte si sono sacrificate a centrocampo, e i centrocampisti sono arretrati in difesa: credo che la duttilità sia stata la nostra arma migliore, ma devo ringraziare i miei per la disponibilità che hanno dimostrato».

Il finale è stato degno di un thriller: l'Abbasanta ha cercato in tutti i modi di recuperare lo svantaggio, portandosi a due punti; al contempo il Borore attraversava il momento più delicato della stagione.
«Ci siamo presentati ad Allai con una formazione pesantemente rimaneggiata; tra campo e panchina avevo giusto 14 elementi. Come se non bastasse, dopo un quarto d'ora ci siamo trovati sul doppio svantaggio, e poco dopo anche con l'uomo in meno. C'è stata una grande reazione da parte della squadra, non tanto sul piano del gioco quanto dal punto di vista caratteriale: diciamo che siamo scesi all'inferno e tornati in paradiso, calcisticamente parlando si intende, nel giro di un'ora. E' in quel momento che abbiamo capito davvero il nostro valore, è stata la chiave che ci ha permesso di sbloccarci definitivamente». Da quel momento infatti, Porcu e soci non hanno più sbagliato.
«Affrontare la San Marco non è stato facile, considerando che loro sono impegnati nella lotta per non retrocedere; discorso simile vale per la trasferta di Tonara, dove abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti. La maturità è arrivata con il 4 a 0 al Santa Giusta, una delle prestazioni più importanti dell'ultimo periodo».
L'avvio di stagione, invece, non è stato dei migliori. «Dopo la vittoria all'esordio contro il Nurri sono arrivati due pareggi e poi il primo ko in casa del Mogoro». L'apice dell'entusiasmo è stato raggiunto invece nelle due gare pre-natalizie. «In occasione degli scontri con Santa Giusta, in casa loro, e Abbasanta: abbiamo proprio dimostrato una personalità non da poco, giocando veramente bene contro un avversario fortissimo, che all'epoca era al secondo posto in classifica, ad una lunghezza dalla vetta. Contro l'Abbasanta siamo riusciti a ripeterci ed il 5 a 0 finale lascia poco spazio ai commenti, una delle giornate migliori per quanto mi riguarda. Da quel momento siamo passati in testa, senza più abbandonare quella posizione. In quelle due circostanze penso sia arrivato il cosiddetto salto di qualità; sono stati due banchi di prova davvero attendibili che ci hanno permesso di farci un'idea più precisa sul nostro potenziale».
Il futuro è un affare grosso, chiamato Promozione. «Sono uno che ha sempre allenato in Prima e in Seconda Categoria, devo dire che ho un po' di curiosità di vedere in prima persona una dimensione tutta nuova. Siamo consapevoli, dobbiamo esserlo, che si tratta di un campionato molto difficile e noi veniamo da due salti consecutivi assolutamente non programmati: ora però non puoi lasciare nulla al caso, devi invece capire subito che tipo di squadra vuoi allestire e muoverti di conseguenza senza perdere troppo tempo». Mister Mastio non scioglie i dubbi legati al suo futuro. «Non ho ancora deciso cosa farò, per ora mi godo in pieno questa vittoria, poi arriverà il momento delle scelte, ma devo ancora rifletterci. Sarebbe una stagione abbastanza impegnativa, noi siamo abituati a fare due allenamenti, ma per un campionato così importante devi per forza vederti tre volte a settimana, non ti puoi permettere di improvvisare, ma anzi devi curare ogni dettaglio».
Il tecnico lancia un piccolo appello al paese. «Non ci hanno seguito più di tanto, se si esclude le ultime giornate. A dire il vero non mi so spiegare il motivo: questa squadra ha centrato il doppio salto, dalla Seconda alla Promozione, è un traguardo incredibile eppure è passato quasi tra l'indifferenza generale, con appena 30-40 spettatori a supportarci. Negli altri paesi ho sempre trovato un grande pubblico: ad Abbasanta le tribune erano piene, una cosa comunque comprensibile visto che per loro era una sfida fondamentale, così come in casa della Paulese e del Tramatza. Mi sarei aspettato di più, questa squadra è stata in testa per buona parte del torneo, offrendo peraltro ottime cose per quanto riguarda lo spettacolo. I ragazzi avrebbero meritato un trattamento migliore, così come i dirigenti, che fanno tanti sacrifici in termini di tempo, ma non solo».
L'ultimo pensiero, come sempre, è per i ringraziamenti. «Alla mia famiglia, mia moglie e le mie due figlie: mi sono state molto vicino, per me è importante. Allenare in queste categorie, anche se minori, richiede parecchia concentrazione, sempre che tu voglia fare le cose per bene. Il supporto dei tuoi cari diventa prezioso e fondamentale».

In questo articolo
Squadre:
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2017/2018
Tags:
Prima Categoria
Girone C