Presidente Vergari: «Colto i frutti di un lavoro triennale»
Il Capoterra centra l'obiettivo, Cadelano: «Primo posto strameritato, un anno fa il salto sfuggì per un rigore»
Al Capoterra bastava soltanto un punto per chiudere la corsa al primo posto del girone B di Seconda e, grazie al pareggio a reti bianche conquistato in casa sabato scorso nello scontro diretto col Domusnovas, i biancorossi hanno centrato l'obiettivo con 180' di anticipo rispetto al termine della stagione regolare.
Missione compiuta dunque per mister Daniele Cadelano ed i suoi ragazzi, capaci di mettere in piedi una stagione da incorniciare, con 19 vittorie e 2 pareggi su 24 uscite, il miglior attacco con 70 centri all'attivo e la difesa meno battuta del torneo, con 16 gol subiti. Ma i numeri naturalmente potrebbero lievitare ancora: la compagine del paese ai piedi del monte Arcosu ha al momento 59 punti in cassaforte e un vantaggio di 9 lunghezze sui secondi in classifica. Spetta proprio all'allenatore e al numero uno del club, Andrea Vergari, tirare le somme al termine di una vera e propria cavalcata trionfale.
«Quella di sabato è stata una partita giocata a ritmi più bassi rispetto alle altre che abbiamo disputato quest'anno – dichiara mister Cadelano – ma di fronte ci siamo trovati una squadra che si è presentata al confronto con un ruolino di marcia di tutto rispetto e nove vittorie consecutive alle spalle. Le occasioni da rete sono state davvero pochissime e alla fine credo che lo 0 a 0 sia il risultato più giusto. A noi del resto bastava un punto per vincere il campionato e ovviamente ci siamo accontentati».
Poi Cadelano precisa: «Aspettavamo la promozione in Prima Categoria da tempo e, a dire il vero, potevamo aggiudicarci il titolo con 4-5 giornate di anticipo, ma i nostri rivali non hanno mai mollato e dunque siamo arrivati a giocarci il primo match-ball proprio sabato scorso».
Il Capoterra ha messo in piedi una stagione importante.
«Credo proprio di poter dire che il primo posto sia strameritato e, in un certo senso, me l'aspettavo. Dopo aver incontrato tutte le squadre avversarie ho capito che eravamo i più forti; del resto in rosa ci sono dei ragazzi che in Seconda non ci fanno niente e lo hanno dimostrato: potrebbero benissimo giocare in categorie superiori. Diciamo che non vincere il campionato sarebbe stato un peccato, un errore clamoroso, considerando poi che nella passata stagione il salto di categoria ci è sfuggito per un calcio di rigore fallito. Volevamo e dovevamo riscattarci, proprio per questo avevamo un solo obiettivo in testa: vincere senza se e senza ma, non avevamo altre alternative».
I numeri messi in piedi dai biancorossi parlano chiaro in questo senso.
«Ovviamente sono soddisfattissimo per come ci sono andate le cose. Rispetto all'anno scorso, del resto, abbiamo cambiato pochissimo: l'intento era proprio quello di portare avanti il discorso intrapreso con i ragazzi che hanno sposato il nostro progetto già nelle passate stagioni; ci hanno fatto capire chiaramente che avevano la voglia di giocare in Prima Categoria e si sono battuti in campo, domenica dopo domenica, senza risparmiarsi mai. Al momento vantiamo il miglior attacco e la miglior difesa: alla luce di questi risultati si capisce bene che il mio lavoro è stato facilissimo, perché ho avuto la possibilità di lavorare con una rosa davvero molto competitiva, e per questo devo ringraziare la società per il grande lavoro che ha fatto in fase di mercato in tutti questi anni, partendo dal presidente Andrea Vergari e dal vice-presidente Riccardo Liccardi, che hanno fatto in modo che tanti giocatori bravi accettassero di venire a Capoterra, nonostante la categoria. Il futuro? Sono convinto che la dirigenza punterà ancora sulla continuità, sullo zoccolo duro che si è venuto a creare, ma con qualche innesto mirato la squadra potrebbe correre forte anche in Prima, considerando che tutte le squadre che hanno vinto i campionati di Seconda nella passata stagione occupano quest'anno i primi posti nella categoria superiore».
Per pianificare il futuro, comunque, ci sarà tempo.
«Per ora ci godiamo il momento, anche perché mancano ancora due giornate prima del rompete le righe ed ogni allenamento deve essere un po' una festa. Ė stata una stagione impegnativa, ma per fortuna i sacrifici fatti in questi mesi hanno dato i loro frutti. Per il resto, sono convinto che avremo modo di fare tutte le valutazioni del caso assieme al presidente ed ai dirigenti: i campionati ripartiranno tra 4 mesi quindi non c'è nessuna fretta al momento».
Cadelano rivive le tappe più importanti della stagione.
«Ho capito che potevamo farcela nella trasferta a Domusnovas di un girone fa: parliamo della squadra che, almeno secondo me, ci avrebbe potuto dare i problemi più grandi e credo che siano al secondo posto con merito. Nonostante al momento siano staccati di nove punti, in casa loro abbiamo segnato il gol decisivo solo al 90': volevamo vincere a tutti i costi quella gara e credo, davvero, che sia stata la fase cruciale del torneo; anche perché noi venivamo da cinque successi consecutivi e abbiamo avuto la possibilità di mandare un segnale forte a tutti. Poi la nostra striscia di vittorie è arrivata a 11 di fila. Per tutto il girone di ritorno abbiamo mantenuto un vantaggio tra 9 e 11 lunghezze rispetto alle dirette inseguitrici ed era un po' sulla bocca di tutti che il campionato, alla fine, l'avremmo vinto noi».
I periodi difficili non sono mancati di sicuro.
«Soprattutto all'inizio, considerando che nelle prime due giornate sono arrivate due sconfitte. Purtroppo abbiamo pagato a caro prezzo l'addio di alcuni giocatori di esperienza, che abbiamo rimpiazzato con dei ragazzi piuttosto giovani che ci hanno dato una grossa mano, ma in questi casi serve del tempo per raggiungere i giusti equilibri. Ci siamo chiesti se fossimo davvero competitivi, ma è bastato parlare con i miei giocatori per capire quale era la direzione giusta da seguire; ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a lavorare seriamente, con delle sedute di allenamento più specifiche per cercare di limitare i problemi che stavano venendo a galla e per fortuna è arrivata immediatamente la svolta: da quel momento in poi siamo andati avanti con il pilota automatico».
Spazio alle dediche e ai ringraziamenti. «Dovrei nominare 10 persone per non fare torti a nessuno, così farò un discorso più in generale: il mio pensiero va a tutto lo staff, dal magazziniere sino ad arrivare al presidente, che hanno fatto sì che potessi lavorare nel migliore dei modi. L'impianto che ci ospita è uno spettacolo e a me basta poco per essere felice: un pallone, una struttura dove poter allenare la squadra ed un piccolo rimborso che mi permetta di conciliare il lavoro con la passione per il calcio. Dedico questa promozione, che volevamo fortemente, al paese di Capoterra».

Anche il presidente del club biancorosso, Andrea Vergari, è raggiante per i risultati ottenuti dalla sua squadra.
«Venivamo da tre anni davvero molto difficili dove abbiamo dovuto fare i conti con tante delusioni, e parlo ovviamente anche a livello personale; però il gruppo dirigenziale si è dimostrato forte e coeso: ci siamo guardati in faccia con Riccardo (Liccardi ndr) e con tutte le altre persone che fanno parte della società e ci siamo messi subito al lavoro per riscattarci: questo risultato ci rende orgogliosi per quello che abbiamo fatto. La chiave del nostro successo? Dico la continuità: è da due anni che stiamo correndo in questa direzione ed ora è arrivato il momento di raccogliere i frutti».
Poi Vergari aggiunge:
«Ci teniamo a ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato a mettere in piedi questo successo, a partire dall'amministrazione comunale, che ci sta dando una grossa mano d'aiuto con la struttura, dove ci alleniamo e giochiamo le partite interne, passando dal nostro pubblico, che non ci ha mai fatto mancare il supporto. Mi piacerebbe menzionare un gruppo di ragazzi che ci segue: si chiamano i “Bulldog”, sono dei tifosi molto giovani che ci sono sempre stati molto, molto vicini e credo che sia il caso di ringraziarli pubblicamente».
Il presidente pensa già al futuro.
«Vogliamo dare continuità al nostro progetto, proseguendo con questo staff tecnico che ha fatto molto bene, e il discorso riguarda anche i giocatori ovviamente. Con il mister Cadelano c'è piena sintonia da diversi anni ormai, non abbiamo mai avuto problemi e, nei momenti più delicati, ci siamo sempre parlati in maniera molto schietta, cercando di sistemare le cose per il bene della squadra. Siamo molto contenti del suo lavoro e di quello dello staff: posso dire che tutti hanno remato nella stessa direzione ed è una delle cose più importanti. Poi, certo, ci sarà da fare qualcosa sul mercato, come ogni anno, ma teniamo i piedi ben saldi per terra: il nostro intento è quello di continuare a coinvolgere in prima squadra i ragazzi del posto, diciamo che questo è uno dei nostri obiettivi più grandi, ma allo stesso tempo per noi sarebbe fantastico poter avere ancora a disposizione qualche giocatore d'esperienza, come Falciani ad esempio, che ci ha dato una grossissima mano a far crescere i nostri giovani. Punteremo forte sui talenti che arrivano dalla nostra "cantera"; per ora non ci possiamo assolutamente lamentare in questo senso, siamo contenti ma con un pizzico di pazienza tra qualche anno contiamo di formare una squadra composta per la maggior parte da ragazzi di Capoterra».
Vergari tira le somme a 180' dal termine della stagione.
«Quest'anno, per fortuna, ci è andato tutto bene: non abbiamo avuto problemi a livello gestionale e nemmeno con i risultati ottenuti dalla squadra. La cosa che mi rende più felice è vedere che i ragazzi vengono al campo con grande entusiasmo e con il passare del tempo sono diventati un gruppo coeso e affiatatissimo; parliamo di un gruppo di amici prima che una squadra di calcio ed anche gli innesti che abbiamo piazzato in estate ci hanno ripagato alla grande: i giocatori che sono arrivati sono stati a dir poco eccezionali e hanno dimostrato sin da subito di avere la giusta mentalità. Questo è davvero il premio più grande che può ricevere una dirigenza: significa che abbiamo fatto le scelte giuste, con criterio. Non siamo tantissimi ad occuparci del club, ma ciascuno di noi ha fatto grandissimi sacrifici per tenere in piedi la società e si capisce, di questi tempi non è proprio una cosa semplicissima, anche perché non possiamo contare su grossissime risorse e molto spesso dobbiamo puntare tutto sulla passione, sull'unione di intenti».
