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Quartu 2000 in paradiso, Meloni: «Sbaragliato ogni pronostico, ci abbiamo sempre creduto»
«Bravi a sfruttare il calo delle avversarie»

Quartu 2000 in paradiso, Meloni: «Sbaragliato ogni pronostico, ci abbiamo sempre creduto»

Il Quartu 2000 piazza il colpo grosso: partita a fari spenti, con le attenzioni che si concentravano, a turno, su Orione 96, Barisardo, Castor Tortolì, Baunese e, nell'ultima parte, sulla Ferrini Quartu, la compagine guidata da mister Claudio Meloni, alla prima grande esperienza sulla panchina di una prima squadra, ha saputo farsi trovare assolutamente pronta nel momento decisivo, quando cioè le avversarie hanno rallentato il ritmo e accusato i primi segnali di cedimento, conquistando così, a dispetto dei pronostici della vigilia, il primo posto e dunque la vittoria finale del campionato di Prima categoria girone A.

Claudio Meloni (Q2000), vittoria al primo colpo in campionatoUn successo assolutamente prestigioso, ma non casuale, perché la rosa assemblata dagli uomini mercato del club quartese si è rivelata di primo livello, e gli innesti effettuati a dicembre hanno completato l'opera, fornendo al tecnico cagliaritano una macchina assolutamente competitiva. Il resto, l'hanno fatto la concentrazione e la grande voglia di vincere di un gruppo che ha meritato, sul campo, questo incredibile risultato. «Nessuno, alla vigilia – afferma Meloni – ci inseriva nella lista delle candidate al titolo, un aspetto che forse alla lunga ci ha avvantaggiato, perché abbiamo potuto lavorare con la giusta dose di serenità, anche nei momenti più delicati. Il punto più basso? Le tre sconfitte consecutive nel mese di novembre, ma la società non mi ha mai messo sotto pressione, ho sempre sentito tutta la loro fiducia».

 

A differenza di quanto è successo, invece, in casa dell'Orione 96
«Sono convinto che se avessero continuato con Paolo Puddu, probabilmente non avrebbero perso il titolo, anche se ovviamente non può esserci la controprova; con questo non voglio togliere nulla al lavoro svolto da Giuseppe Mura, sia chiaro, non mi permetterei mai, ma il primo ovviamente poteva contare su una conoscenza più profonda dell'ambiente, considerando che è cresciuto con i selargini e ha lavorato con loro per diversi anni. Penso sia doveroso fare i complimenti anche all'altra compagine quartese, la Ferrini, che ha disputato un campionato eccezionale pur non essendo, proprio come noi, tra le favorite del pronostico; si sono giocati la stagione sino all'ultimo, e per questo meritano un applauso. Discorso simile per il Barisardo di Alberto Piras, a mio avviso la squadra che ha offerto il miglior calcio dell'intero girone».

 

Nonostante le difficoltà e la concorrenza agguerrita, la consapevolezza di essere una buona squadra, di poter dire la vostra, in sostanza, è sempre rimasta viva
«In rosa c'era già qualche giocatore di categoria superiore – ammette Meloni – ma gli infortuni e le costanti assenze, per vari motivi, hanno complicato il nostro cammino. Per fortuna, a dicembre c'è stata la possibilità di integrare il gruppo con dei rinforzi di assoluto spessore, aspetto che ci ha permesso di fare il salto di qualità. Diversi colleghi, Puddu e Piras tra gli altri, ci davano come favoriti: non posso che ringraziarli per la fiducia».

 

Il merito del Quartu 2000 è stato, probabilmente, quello di aver approfittato al massimo dei passi falsi delle dirette rivali
«Non dimentichiamo che, dopo la sconfitta rimediata alla seconda di ritorno contro l'Orione 96, i punti di distacco dalla vetta erano dodici. Da quel momento però, non abbiamo più sbagliato, a differenza degli avversari: quest'ultima, è stata la condizione necessaria, senza la quale questo successo non sarebbe arrivato. Per questo dico che si tratta di una mezza impresa».

 

Tra prima e seconda parte c'è stato comunque un vero e proprio stravolgimento da parte vostra
«Abbiamo semplicemente commesso meno errori e contemporaneamente siamo cresciuti sul piano dell'affiatamento, della personalità e della mentalità. Nel girone d'andata venivamo puniti ad ogni minimo errore, che diventava irrecuperabile; in seguito, c'è stata maggiore sicurezza e convinzione, diretta conseguenza, tra le altre cose, dell'arrivo di giocatori di spessore ed esperienza come Pigliacampo e Ferraro».

 

Da lodare anche la vostra tenuta psicologica: non era facile reggere ad una pressione che aumentava giornata dopo giornata
«Dentro lo spogliatoio si respirava una bella atmosfera, vedevo negli occhi dei ragazzi la voglia di provarci, nonostante tutto»

 
Le due sconfitte, rimediate negli ultimi due impegni di gennaio, hanno fatto scoccare definitivamente la scintilla
«Venivamo da sei vittorie consecutive, una striscia positiva interrotta clamorosamente in casa con il Triei. Da quel momento, c'è stato un cambio di mentalità, siamo riusciti a ripartire alla grande senza più commettere passi falsi, una questione di testa, e di concentrazione».

 

Tra le armi migliori a disposizione, Meloni evidenzia soprattutto la grande voglia di rivincita del gruppo storico dopo l'amarissima retrocessione rimediata nella passata stagione
«La mentalità vincente dei più anziani ha fatto da traino per tutti gli altri: sono stati un esempio, i primi ad arrivare al campo e gli ultimi ad andare via; facilitavano il compito anche al sottoscritto, alla prima esperienza in una prima squadra».

 
La dedica del mister è una conseguenza
«Ci tengo a ringraziare i ragazzi: non si sono mai fermati, dal 25 agosto, giorno in cui abbiamo iniziato la preparazione. Il primo obiettivo era la salvezza, raggiunta quella, ci siamo potuti concentrare su un traguardo decisamente più ambizioso».

 

Meloni non smette di sognare, e pensa già al futuro
«Non dipende solamente da me – precisa subito – si tratta del quarto anno a Quartu, dopo le esperienze precedenti con la Juniores. La nostra è una grande famiglia, con pochi dirigenti, ma buoni: sto benissimo, qui mi sento a casa ma devo prima capire che programmi hanno, ci sarà tempo per parlarne».

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2014/2015
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Sardegna
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