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Nino Cuccu, allenatore, Abbasanta
«Mancano ancora 23 partite: per vincere servirà umiltà, fortuna e tanto lavoro»

Abbasanta in vetta ma Cuccu vola basso: «Il primo posto ora non vale nulla, i conti si fanno alla fine»

L'Abbasanta centra la quarta vittoria di fila, si tratta di un piccolo record nel campionato dei rosso-neri, grazie al successo strappato in trasferta al Benetutti, e si conferma tra le grandi del torneo, con 26 punti già al sicuro in cassaforte, che valgono per il primo posto in classifica.
Mister Nino Cuccu però, dall'alto della sua decennale esperienza, preferisce volare basso e mantenere calma e sangue freddo, perchè è ben consapevole che la stagione è ancora molto lunga e le insidie da superare sono ancora tantissime. Le rivali, del resto, non mancano, e sono anche piuttosto agguerrite: il Buddusò insegue staccato di appena una lunghezza, la Paulese deve recuperarne solo due, la Montalbo al quarto posto tiene la vetta nel mirino. La corsa alla Promozione dunque è apertissima e, aspetto ancora più importante, decisamente equilibrata: ecco dunque che umiltà e concentrazione diventano gli ingredienti fondamentali, soprattutto in questo momento dell'anno. I conti poi, come sempre, si faranno soltanto alla fine.

«Siamo appena all'undicesima giornata, per me conta poco occupare il primo posto ora — dichiara senza mezzi termini Nino Cuccu —, la classifica non la guardo, anche se fa molto piacere, ovviamente, raccogliere tanti risultati positivi, non lo nascondo. Cercheremo di mantenerci su questi livelli per più tempo possibile, ma dobbiamo metterci in testa che non abbiamo fatto ancora nulla: se paragonassimo il campionato al Giro d'Italia di ciclismo è come se avessimo conquistato la maglia rosa per una volta, nient'altro. C'è tanta strada da fare, tante battaglie, e noi dobbiamo concentrarci su un impegno per volta, senza fare troppi calcoli, lavorando al massimo durante la settimana per poi esprimerci al meglio la domenica. Se vogliamo arrivare al mese di marzo con qualche chance in tasca per giocarci il salto di categoria servirà crescere ancora, con umiltà, su diversi aspetti».

I rosso-neri appaiono in netta e costante crescita: la vittoria di domenica strappata in casa del Benetutti pesa tantissimo sul piano del morale, ma non solo.
«Aiuta ad aumentare la nostra autostima, ci regala quel pizzico di consapevolezza in più sui nostri mezzi; i ragazzi stanno capendo che possono dire la loro contro chiunque. Per il resto, è stata una partita molto combattuta ma allo stesso tempo corretta, sapevamo che non sarebbe stato facile giocare in un campo tradizionalmente difficile».
Le dirette avversarie però non mollano nemmeno di un centimetro.
«Prevedo un testa a testa sino alla fine, con numerosissimi ribaltoni al vertice; la situazione è destinata a mutare dopo ogni singola giornata. Le cose si definiranno meglio soltanto a cavallo della primavera, noi speriamo di essere tra il gruppetto che farà parte dello sprint finale, i conti li faremo soltanto dopo il 20 maggio».
Per uno dei tornei più entusiasmanti degli ultimi anni. «Il blasone delle compagini che animano la stagione non può assolutamente essere messo in discussione: la Montalbo, ad esempio, vanta trascorsi in Interregionale, il Buddusò ha calcato palcoscenici importanti, come l'Abbasanta, del resto, che in passato ha militato in Promozione. Non dimenticherei neppure la Corrasi e la Bittese: attualmente sono un po' staccate dal treno di testa ma possono tranquillamente rientrare in corsa, discorso che vale, tra l'altro, anche per il Benetutti. Ormai abbiamo capito che si può vincere e perdere con chiunque, perchè ogni squadra è stata attrezzata con giocatori di categoria superiore».

I numeri raccontano, tra l'altro, di una difesa praticamente ermetica, con appena cinque gol al passivo.
«Se non fossimo stati così bravi e attenti dietro probabilmente avremmo qualche punto in meno in classifica, ma non siamo gli unici, in questo senso: anche il Buddusò ha subito pochissime reti, proprio come noi; la Paulese, invece, che è davvero una bellissima realtà, ne ha incassato soltanto una in più, un'inezia. Per questo dico che chi si trova davanti sta evidenziando gli stessi valori, per un ruolino di marcia pressoché identico. Ti basta sbagliare una partita per scivolare indietro di due, tre posizioni».

Il futuro, insomma, non è mai stato così incerto. «Ci sono ancora 23 gare da giocare per un totale di 69 punti. Per questo dico che non voglio pensare assolutamente alla classifica».
Il tecnico traccia la rotta da seguire. «Per vincere servono tante cose, a partire da un pizzico di fortuna, che non guasta mai; poi è necessario che i giocatori si mantengano in un buon stato di forma, senza infortuni, e che si presentino al top per gli appuntamenti decisivi, affrontare gli scontri diretti con l'organico al completo è un vantaggio non da poco. Per questo dico che dovremo essere bravi ad accompagnare il campionato, domenica dopo domenica. Chi saprà calarsi in questa dimensione potrà avere una marcia in più rispetto agli altri; fondamentale poi non farsi rapire dai facili entusiasmi, o dallo sconforto. Il calcio è questo: grandi illusioni che si alternano con grandi delusioni (ride); l'equilibrio ovviamente, sta nel mezzo; non c'è tempo per festeggiare dopo che vinci una partita, né per piangere dopo le sconfitte. Puoi solo continuare a correre».

Tra i giocatori più in forma in casa Abbasanta, spicca senza dubbio Calvia.
«Io credo che tutti gli elementi in rosa stiano facendo un ottimo lavoro, Mauro è il nostro capocannoniere, il finalizzatore principale, è normale che si parli tanto di lui, ma in realtà il merito va esteso a tutta la squadra. Se la difesa subisce poco è anche grazie agli elementi degli altri reparti che in fase di non possesso si sacrificano tantissimo e si mettono a disposizione; lo stesso succede quando attacchiamo».

Il calendario ora riserva il confronto con il Santa Giusta, una sfida che custodisce tanti significati particolari.
«Non è un derby, ma andiamo a giocare in un paese che dista pochi chilometri da Abbasanta; tanti giocatori si conoscono molto bene tra di loro, nelle due squadre ci sono molti ex, in questi casi la voglia di far bene e le motivazioni aumentano in maniera esponenziale. Noi sappiamo solo che dobbiamo dare il 100%, a prescindere dall'avversario. A me comunque non piace tanto fare proclami prima delle partite, non mi porta particolarmente bene (ride), al massimo posso commentarle dopo il 90'».

Con l'Ollolai è arrivato il primo e per ora unico ko: Cuccu non cerca alibi.
«La sconfitta è meritata, non c'è molto da aggiungere. Si trattava di una partita difficile, può capitare a tutti un passo falso, soprattutto quando incontri un avversario di spessore, che sta facendo bene quanto noi. Purtroppo i miei non sono riusciti ad esprimersi come fanno di solito, ma si trattava di una settimana particolare: è problematico anche per i professionisti disputare tre partite nell'arco di sette giorni, figurarsi per noi dilettanti. Ci sono state tante sorprese il giorno, non solo nel nostro girone. Venivamo dalla splendida vittoria casalinga con il Bultei, ma non è semplice recuperare a livello fisico e mentale, per questo il rischio di lasciare punti per strada in quei casi è altissimo».

In questo articolo
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2018/2019
Tags:
Prima Categoria
Girone C