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«I troppi infortuni ci hanno condizionato»

Desogus non fa drammi: «Campionato eccezionale, il Siddi era tra le squadre più forti»

Il Siddi si lecca le ferite e cerca di lasciarsi alle spalle il finale amaro di stagione, che ha portato, è comprensibile, un pizzico di delusione dopo una stagione disputata ad altissimi livelli, in cui la squadra allenata da mister Desogus ha occupato costantemente i quartieri alti della classifica.
Il tecnico però non fa drammi ma punta anzi l'attenzione sui grandi meriti di un gruppo che nonostante i vari problemi ha saputo tenere testa ad avversarie ostiche ed attrezzatissime, confermandosi per buona parte del torneo come una delle realtà più brillanti e sorprendenti dell'intero girone.


«Io più che di fallimento, parlerei di un grande campionato: il Siddi non è una società che ha speso soldi e investito per vincere, abbiamo allestito un gruppo che inizialmente puntava a salvarsi senza problemi, poi è ovvio che con il passare del tempo i fatti hanno dimostrato che eravamo i più forti.
Il nostro più grande problema è stata la rosa, probabilmente avevamo un organico troppo ridotto: pagavamo particolarmente l'assenza anche solo di due o tre titolari, non è stato semplice.
Ovviamente, buttare letteralmente un campionato a cinque giornate dal termine da sempre fastidio, ma non avevamo una squadra costruita per tagliare questo traguardo, quindi non parlerei di delusione ma di una grande stagione da parte nostra, considerando soprattutto le aspettative mie e della società».

 

Desogus ha un solo grande rammarico, legata ad una partita in particolare.
«Vorrei giocare di nuovo la sfida tra Siddi e Guasila, ma con un altro arbitro.
Io di solito cerco di non pensare alla possibilie irregolarità di una partita, ma in quell'occasione è stato difficile non farlo: da calciatore e da allenatore non ho mai visto una cosa così, non voglio pensare che sia malafede, ma sono successe troppe cose strane in quella giornata».

 

Per quanto riguarda i punti forti del Siddi, l'allenatore non ha dubbi.
«Ho avuto a disposizione un bellissimo gruppo di ragazzi, devo sottolinearlo; il mister svolge il suo lavoro, studia gli schemi, dirige gli allenamenti, però è inutile se non hai qualità.
Io in questo senso avevo ottimi giocatori, tant'è che se dipendesse da me confermeri in blocco questa rosa.
Mi è piaciuta, soprattutto nel girone di andata, la forza e la personalità con cui giocavamo sia in casa che in trasferta, considerando che abbiamo perso una sola partita, contro il Sadali, e incassato due pareggi.
Se avessimo avuto la possibilità di inserire due o tre giocatori nel mercato di riparazione, avremmo vinto il campionato ad occhi chiusi; siamo stati, a dire il vero, anche poco fortunati, visto che abbiamo sbagliato quattro rigori sullo 0 a 0.
Penso che la squadra aveva le potenzialità per ipotecare la vittoria finale già dal girone d'andata, ma va molto bene anche così».

 

Nelle ultime partite la squadra ha avuto un nettissimo calo, soprattutto sul piano dei risultati.
«Nel calcio confermarsi è sempre difficilissimo: nel girone di andata eravamo primi, con il morale alle stelle, poi a gennaio e febbraio non ci siamo allenati come avremmo dovuto, alcuni hanno mollato un po, per cause di lavoro o per malattia, in quel momento la squadra è calata un po', soprattutto sul piano del rendimento, ma penso sempre positivo, io il bicchiere lo vedo molto pieno».

 

Per quanto riguarda il suo futuro, Desogus non si sbottona.
«Per il momento penso soltanto a riposarmi: è stato un bel campionato, lungo, ma anche stressante, c'era tanta pressione attorno alla squadra e al sottoscritto, ho bisogno di staccare un po' la spina, poi si vedrà».

 

C'è spazio anche per un po' di sana autocritica, che riassume un anno di intenso lavoro.
«Forse avrei potuto fare meglio per quanto riguarda la gestione del gruppo, soprattutto in alcuni casi particolari: si trattava della mia prima esperienza, certe situazioni si son rivelate non proprio positive, sia da parte mia che da parte dei giocatori; ci sono stati dei piccoli problemi, delle incompresioni, ma penso siano cose che succedono a tutti.
Non è sempre facile avere lo stesso ottimo rapporto con ogni elemento della rosa, anche se io in questo senso ho dato il massimo: probabilmente, con il senno di poi, cambierei il tipo di approccio, anche se comunque non mi sento di giudicare in senso totalmente negativo la mia esperienza sotto questo piano; sarà un aspetto in cui cercherò di crescere».

 

L'ultima battuta è dedicata ai vincitori del torneo.
«L'Escalaplano che ho visto io, quando li abbiamo incontrati ,era fortissimo; a gennaio poi hanno investito molto, rafforzando la rosa con cinque - sei giocatori.
Sono partiti con l'intento di vincere questo campionato, le cose almeno inizialmente non stavano andando benissimo, son riusciti a cambiare e hanno ottenuto decisamente il massimo.
Io non ho visto grosse differenze tra il Siddi e l'Escalaplano: l'unica, forse, è che quando noi abbiamo avuto giocatori infortunat abbiamo faticato per rimpiazzarli, altre squadre invece ci sono riuscite più facilmente, come ad esempio il Sadali.

Il Siddicontinua Desogus - è una bella società, è genuina, però sul piano finanziario, se vuoi raggiungere certi obbiettivi, devi essere disposto a investire, perchè il solo impegno non basta: per disputare un campionato di vertice o giocare in Prima Categoria serve molta organizzazione; noi ad esempio non abbiamo a disposizione un vivaio, sono tante le cose da valutare.
Il nostro è stato un grande campionato, difficilmente ripetibile a Siddi, poi le vie del Signore sono sempre infinite, mai dire mai».

In questo articolo
Squadre:
Allenatori:
Campionato:
Stagione:
2012/2013
Tags:
Girone C