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Prima Categoria
«Sarà bellissimo giocare contro il Villagrande»

Sorpresa Barisardo, Guerriero stenta a crederci: «Stiamo facendo qualcosa di incredibile»

Se il buongiorno si vede dal mattino, quella del Barisardo sarà una stagione ottima: dopo aver affrontato mille difficoltà legate anche e soprattutto all'amarissima retrocessione, che hanno messo a serio rischio l'iscrizione al campionato, la squadra è ripartita alla grande sotto la guida di Marcello Guerriero, chiamato al difficile compito di rivitalizzare un intero ambiente a corto di stimoli e motivazioni.
Il campo, almeno sino a questo momento, sta dando ottime indicazioni: sono infatti sette i punti racimolati nelle prime tre gare, frutto, è il caso dell'ultimo match contro l'Orione, di grande grinta e determinazione; attributi che fanno ben sperare per il proseguo del campionato, a cominciare dal prossimo turno che riserva la bellissima sfida contro il Villagrande.

 

Guerriero conferma la vittoria di domenica ottenuta contro i ragazzi di mister Puddu.
«L'Orione sarà una protagonista del girone, è una squadra nata per vincere, è molto forte, unita e convinta dei propri mezzi.
Hanno diversi giocatori con buona tecnica, che supera la media della Prima Categoria.
In una partita dove sembrava ci dovesse andare tutto male alla fine ci è andato tutto bene: dopo venti minuti abbiamo perso, per infortunio, Alan Barrili, che è la nostra guida in difesa; dopo altri dieci minuti è stato espulso il nostro fuori quota, abbiamo giocato in dieci, ma la forza di volontà dei ragazzi ha fatto si che si reagisse alla situazione; non me lo aspettavo nemmeno io, vista la giovane età della squadra.
Forse si è intravista la possibilità di poter vincere e abbiamo continuato su quella strada: nonostante l'uomo in meno non abbiamo aggiunto ne difensori ne tolto attaccanti, siamo rimasti così e sia per volontà che grazie ad un pizzico di fortuna, dopo pochi minuti siamo andati in vantaggio e ci è venuto tutto più facile.
Poi ancora la sfortuna sembrava accanirsi, in occasione del rigore contro, e invece c'è stata la grande parata di Cotza, è stato veramente eccezionale, sicuramente c'è sempre l'errore di chi calcia però il suo intervento è stato molto bello.
I ragazzi si stanno sacrificando molto, si stanno allenando con grande intensità, minimo due ore ogni seduta, dal 5 agosto.
Stanno facendo una cosa fuori dal comune, almeno per le nostre abitudini, e sono stati premiati.
Tutto questo non deve andare a demerito dell'Orione perché è una grande squadra, io l'ho vista molto bene, forse al secondo tempo hanno avuto un calo, ma nel primo tempo ci hanno messo davvero in difficoltà, sicuramente anche loro avranno trovato la giornata no e sono convinto che già da domenica si riscatteranno».

 

Il mister si tiene stretto il punto strappato sul campo della Gemini Pirri.
«Avrei messo la firma per portare a casa un punto da quella trasferta, non è un passo falso, specialmente a Pirri; non siamo una squadra nata per vincere il campionato.
Il nostro rinforzo vero, l'unico arrivato da fuori, è Gibo (Diouf, n.d.r.), abbiamo fatto tutto in casa.
Abbiamo coinvolto qualcuno che era fuori, come il portiere Cotza; abbiamo preso ragazzi dalla juniores e dagli allievi e stanno lavorando con noi, ci stiamo allenando in quasi una trentina ogni volta, c'è grande entusiasmo.
Le vittorie sono un premio per il lavoro fatto dai ragazzi ma non ci devono certo illudere di essere forti chissà quanto».

 

Il Barisardo è partito con il piede giusto, contrariamente alle previsioni.
«Avevamo molta paura, perché la società ha avuto difficoltà a formare la squadra, a trovare tutti i giocatori: hanno passato un anno che il paese sicuramente non meritava, perché a Barisardo il calcio è molto sentito e vedere la squadra che in casa perdeva in maniera così netta come capitava l'anno scorso ha portato quasi alla non iscrizione al campionato, ci sono stati questi ragazzi, come Filippo Mucelli, Carlo Concas e altri ex giocatori che hanno lasciato da poco, Filippo tra l'altro è l'unico che gioca ancora, che si sono rimboccati le maniche e sono riusciti a fare una squadra composta quasi esclusivamente da giocatori del posto.
La cosa peggiore dopo queste brutte retrocessioni è che viene a mancare la fiducia in se stessi e subentra l'abitudine alla sconfitta; sono tutte cose che poi in preparazione abbiamo notato, nelle amichevoli abbiamo fatto brutte partite, dove si vedeva che mentalmente non eravamo in grado di affrontare un campionato difficile.
È cambiato tutto nell'ultimo test: forse i ragazzi avevano un po' più di condizione e da li ci siamo resi conto che potevamo fare qualcosa di buono e ci è andata bene.
Nella prima partita ci siamo comportati discretamente, la seconda è andata bene uguale, un pareggio a Pirri non è certo da buttare, e domenica siamo stati premiati.
Spero di non aver raccolto troppo, non vorrei che pagassimo subito il conto con la fortuna dopo questo periodo buono (ride)».

 

La sfida con il Villagrande, in programma nel prossimo turno, offre al tecnico molteplici spunti di riflessione.
«Il Villagrande è la più ostica fra le squadre che hanno giocatori del luogo.
Viene da un periodo un po' particolare, considerando cosa è successo ad Edoardo: immagino che i ragazzi vorranno fare un buon campionato anche in memoria di Zazzo, sapendo che ogni volta giocano con un vuoto che, per quanto sia riempito da un altro giocatore, ci sarà sempre.
Avranno una motivazione in più ogni volta per fare bene.
Io son contento di incontrare il Villagrande, ho allenato Edoardo per un anno, era un ragazzo eccezionale.
Il Villagrande quest'anno ha organizzato un torneo dedicato a lui: siamo stati invitati come squadra di Edoardo e il Villagrande ha dimostrato una grandissima accoglienza, come sono soliti fare, quindi sono orgoglioso di poter fare questa sfida con loro, comunque vada.
L'importante è che ci sia il massimo impegno da parte di tutti, il risultato poi lo detterà il campo; noi lo accetteremo, qualunque esso sia, non andiamo a fare chissà quali calcoli perché tanto non servono a niente».

 

Dopo il doloroso addio alla Castor, il tecnico non è riuscito a rimanere lontano dai campi di gioco per molto tempo.
«Mi ha fatto piacere, anche se come al solito il Barisardo mi chiama quando è un po' in difficoltà, questo è il terzo anno che la squadra rischia di non essere iscritta ed è la terza volta che chiamano Marcello Guerriero (ride); però mi fa piacere perché vuol dire che ho lasciato un buon ricordo.
Il bello di Barisardo è che non vivi solo di calcio, c'è molta umanità e mi ha fatto piacere tornare di nuovo.
Sinceramente non mi aspettavo tutto questo grande entusiasmo da parte di tutti i dirigenti, stanno facendo qualcosa di impossibile dopo un anno come quello scorso.
Sono tutti ragazzi che si sono calati in un ruolo per loro nuovo ma stanno dando il massimo, son contento.
Queste son le premesse, poi bisognerà vedere se anche loro riusciranno a mantenere quel che stanno promettendo adesso, ma sono bravissime persone, non vedo per quale motivo non debba avverarsi quelli che sono i loro propositi; d'altronde, è solo questione di volontà».

In questo articolo
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2013/2014
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Girone A